Medicina

Le armi farmacologiche contro l’ipertensione arteriosa

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1 mar 2016 - 06:44

Corrado-Tamburino

L’ipertensione arteriosa è definita da valori di pressione arteriosa sistolica ≥140 mmHg e/o pressione arteriosa diastolica ≥90 mmHg. Per la prevenzione dell’ipertensione arteriosa è di fondamentale importanza la modifica dello stile di vita. Gli interventi sullo stile di vita che si sono dimostrati in grado di ridurre i valori pressori comprendono riduzione e mantenimento del peso corporeo, restrizione sodica, limitazione del consumo di alcool, maggiore consumo di frutta e verdura ed esercizio fisico aerobico regolare. La modifica dello stile di vita è necessaria non solo per la prevenzione primaria ma anche per il trattamento dell’ipertensione, anche se un suo impiego non dovrebbe ritardare l’inizio della terapia farmacologica in pazienti ad alto rischio.

Il trattamento farmacologico dell’ipertensione arteriosa è fondamentale nella prevenzione cardiovascolare sia primaria che secondaria. È stato dimostrato che la somministrazione di farmaci antipertensivi favorisce la riduzione del rischio di eventi clinici maggiori (ictus, infarto del miocardio, scompenso cardiaco) nei soggetti ipertesi.

Esistono diverse classi di farmaci antipertensivi: inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori), antagonisti recettoriali dell’angiotensina II (Sartani), diuretici (che includono tiazidici, clortalidone e indapamide), calcioantagonisti, betabloccanti. Essi agiscono con differenti meccanismi d’azione e, nel caso in cui un solo farmaco antipertensivo non sia sufficiente a normalizzare i valori pressori, si può adottare la combinazione di due o più farmaci che agiscono a diversi livelli. Tutti i farmaci antipertensivi hanno i loro vantaggi ma anche le loro controindicazioni: è quindi assolutamente sconsigliato il “fai da te” ed è necessario consultarsi con il proprio medico di fiducia per la valutazione della strategia farmacologica più corretta da adottare.

Con la collaborazione della dott.ssa Giordana Finocchiaro

Redazione NewSicilia



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