Medicina

Le armi farmacologiche contro il colesterolo

MIRFIT
23 feb 2016 - 06:46

Corrado-Tamburino

L’ipercolesterolemia è una delle principali cause dell’aumento del rischio aterogenico, correlato a sua volta alle patologie cardiovascolari. Pertanto il mantenimento di adeguati livelli di colesterolo (colesterolo totale inferiore a 200 mg/dl e colesterolo LDL inferiore a 70 md/dl) è di fondamentale importanza nella prevenzione cardiovascolare, sia primaria che secondaria. Come abbiamo messo in evidenza nell’articolo precedente, un adeguato regime alimentare può contribuire alla riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo ma l’eventuale insuccesso della dieta impone il ricorso ai farmaci ipolipemizzanti.

Le principali armi farmacologiche contro il colesterolo sono rappresentate dalle seguenti classi di farmaci: le statine, i sequestranti gli acidi biliari e l’Ezetimibe. In particolare, le statine sono molecole inibitrici reversibili di un enzima chiave nella sintesi endogena del colesterolo.

Altre categorie di farmaci ad effetto ipocolesterolemizzante sono: le resine sequestranti gli acidi biliari come la colestiramina che lega gli acidi biliari nell’intestino formando un complesso insolubile escreto per via fecale; ed infine l’Ezetimibe che impedisce l’assorbimento intestinale del colesterolo assunto con la dieta in modo selettivo, cioè non interferendo con l’assorbimento delle vitamine come le resine.

Per combattere il colesterolo alto, il consiglio è quello in primis di modificare il proprio stile di vita attraverso un miglioramento della dieta e la pratica regolare di un’attività fisica compatibile con il proprio stato di salute. In secondo luogo, se queste misure non sono in grado di riportare i livelli di colesterolo alla normalità e soprattutto se sono presenti importanti fattori di rischio cardiovascolari, è necessario ricorrere anche alla somministrazione di farmaci ipolipemizzanti.

Oggi la scelta terapeutica primaria si basa sulla somministrazione delle statine, una classe farmacologica molto efficace ma non scevra da effetti collaterali: tra i più comuni ricordiamo il dolore muscolare e la debolezza, una condizione chiamata rabdomiolisi; il test rivelatore di questa condizione è il dosaggio molto alto della creatin-chinasi (CK), anche se molti pazienti accusano dolori muscolari ed affaticamento con valori di CK normali. Le statine sono relativamente sicure per la maggior parte dei pazienti, ma è necessario ricordare che la risposta ai farmaci varia da persona a persona. La scelta del tipo di farmaco, l’eventuale combinazione e la dose di statine va personalizzata sulla base di un’accurata valutazione clinica del rischio globale che va oltre i valori del colesterolo. Pertanto, è assolutamente sconsigliato “l’uso fai da te” di questa classi di farmaci ed è assolutamente consigliato l’impiego dopo attenta valutazione del proprio medico di fiducia!

Con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto

Redazione NewSicilia



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