Medicina

Anziani e malattie croniche: la telemedicina

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1 giu 2017 - 07:10

La mancata continuità delle cure negli anziani affetti da malattie croniche determina danno alle loro già precarie condizioni di salute specie per coloro che richiedono una attiva sorveglianza a causa della evolutività delle malattie di cui sono affetti. In queste condizioni usare la tecnologia a casa di soggetti avanti negli anni determina utilissime condizioni per l’assistenza in grado di ridurre ricoveri spesso ripetuti in ospedale, garantendo migliori condizioni di assistenza, con conseguenti migliori risultati di salute al domicilio degli anziani affetti da malattie croniche da monitorare costantemente.

L’anziano con molte malattie ha un grande rischio di disabilità di non autosufficienza con peggiore qualità di vita ed elevato rischio di mortalità. Lo scenario di cure della sanità pubblica è mutato tanto da dover definire nuovi processi di assistenza utili ad arginare questa critica situazione. Utilizzare in sanità la digitalizzazione consentirebbe la crescita della raccolta dei dati necessari con l’uso dei quali si potrebbero riconoscere, risolvendoli, molti dei problemi delle persone ammalate, trovando le soluzioni dovute.

Un aspetto rilevante in tal senso è la possibilità di usare la telemedicina, che comprende il tele consulto, il tele monitoraggio, la tele riabilitazione, la tele assistenza, idonei a portare la assistenza medica al domicilio delle persone che necessitano della assistenza sanitaria.

Per l’allungamento della vita media ed il crescente aumento delle persone anziane la maggior parte delle attività sanitarie dovrebbero essere svolte nel territorio piuttosto che in ospedale. Occorre accelerare la riorganizzazione della assistenza territoriale che potrebbe trovare il suo fulcro nell’uso della tecnologia digitale e nell’I.C.T..

Le iniziative di digitalizzazione della sanità dovranno essere collegate agli aspetti sociali oltre che sanitari. Si dovranno intercettare al domicilio le fasi di instabilità delle loro condizioni di malati cronici, controllandoli e monitorando sia attraverso il tele monitoraggio che la tele assistenza, elevando in tal modo la qualità della vita, risparmiando notevoli risorse con l’uso delle cure domiciliari. In tale logica diviene importante il F.s.e. che rappresenta il contenitore di tutte le attività della vita sanitaria del cittadino riguardo alla salute e all’aspetto socio sanitario.

Per mettere a sistema l’assistenza sanitaria evitando gli attuali sprechi di risorse occorre una strategia operativa che faccia emergere ciò che si fa rendendolo disponibile per ricercare le soluzioni se necessario. In tal senso necessita una collaborazione fra pubblico e privato con una regolamentazione dei rapporti che in ogni caso non vanno ostacolati. Il processo di digitalizzazione aumenta la conoscenza e le competenze, consentendo la crescita del sistema e riorganizzando il modo di concepire la assistenza sanitaria pubblica. Anche l’ospedale dovrà cambiare con l’uso della tecnologia digitale, divenendo in grado di recarsi al domicilio del malato.

Domenico-Grimaldi

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Redazione NewSicilia



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