Medicina

Anello vaginale: non solo contraccezione

vagina
11 mar 2016 - 06:17

Giuseppe_Ettore

L’anello vaginale è uno strumento di contraccezione ormonale per uso vaginale, contiene una piccola quantità di due ormoni sessuali femminili, etonogestrel e etinilestradiolo rilasciati nella circolazione sanguigna, prevenendo l’ovulazione. Le quantità di ormoni rilasciate sono basse motivo per il quale l’anello vaginale viene considerato un contraccettivo ormonale a basso dosaggio, con efficacia paragonabile a quella delle pillole di ultima generazione. A differenza della pillola l’efficacia dell’anello rimane inalterata in caso di disturbi gastrointestinali (vomito e diarrea) o in caso di assunzione concomitante di antibiotici ad ampio spettro. Inoltre si riduce drasticamente il rischio di gravidanze indesiderate dovute alla dimenticanza dell’assunzione quotidiana della pillola.

Il dispositivo è costituito da copolimero di Etilene Vinil Acetato (materiale atossico e anallergico), un tipo di plastica che non si scioglie nel corpo, ha un diametro di 54 mm e uno spessore di 4 mm, è flessibile, trasparente e quasi incolore. Un anello fornisce protezione contraccettiva per un mese mediante inibizione dell’ovulazione. L’anello può essere facilmente inserito e rimosso dalla donna stessa. Dopo l’applicazione, l’anello deve rimanere inserito per 3 settimane, seguite da un intervallo libero.

L’anello vaginale viene annoverato tra i metodi contraccettivi soprannominati “Fit and forget” (indossali e scordati). I contraccettivi ormonali combinati hanno un’ottima efficacia contraccettiva, ma presentano alcuni inconvenienti come: il doppio passaggio epatico, la ridotta sicurezza contraccettiva in caso di disturbi gastrointestinali e la notevole fluttuazione dei livelli ormonali sierici dovuta alla somministrazione orale giornaliera. Inoltre, per molte donne, la necessità di assumere la pillola anticoncezionale quotidianamente, è causa di ridotta compliance e quindi di aumentato rischio di gravidanze indesiderate. Per questi motivi sono stati studiati due contraccettivi ormonali combinati che prevedono la somministrazione mensile (Anello vaginale) o settimanale (Cerotto contraccettivo).

Il punto di forza dell’anello vaginale è la sua capacità di mantenere livelli ormonali sierici costanti. Questa caratteristica consente di ottenere un ottimo controllo del ciclo nonostante la dose di estrogeno più bassa, per ciclo di trattamento, rispetto a quella di tutti gli altri contraccettivi combinati.

Gli effetti indesiderati di tipo sistemico, estrogeno-correlati, si manifestano in una percentuale di soggetti estremamente bassa e anche il peso corporeo non si modifica in modo significativo durante il suo utilizzo (+ 0,4 kg in 13 cicli). Anche gli effetti indesiderati locali, come la vaginite, la leucorrea e i problemi correlati all’anello si manifestano in una percentuale di casi molto bassa per cui la tollerabilità e l’accettabilità di questo sistema contraccettivo sono molto elevate.

Quando si usa per la prima volta, l’anello deve essere inserito in vagina dal 1° al 5° giorno del ciclo mestruale e deve rimanere in sede per tre settimane, poi deve essere rimosso. Seguirà una settimana libera dall’anello in cui comparirà il flusso da privazione. Successivamente si dovrà reinserire un nuovo anello per le successive tre settimane e così via.

L’anello vaginale ha la stessa efficacia contraccettiva dei contraccettivi combinati, presenta un’ottima tollerabilità ed è facile da usare. Tale metodo contraccettivo è consigliabile a tutte quelle donne che, in assenza di controindicazioni, desiderino una contraccezione reversibile e sicura, indipendente dal coito e non legata alla somministrazione giornaliera.

Nelle ultime settimane è emersa la funzione non solo contraccettiva dell’anello ma protettiva nei confronti dell’HIV. Tale anello contiene la dapivirina, farmaco antivirale che impedisce la replicazione virale nelle cellule umane. I risultati emergono da studi risultati positivi nell’Africa Subsahariana, dove l’infezione è molto diffusa e dove è stato sperimentato nell’ambito di due diverse ricerche su un campione di 4.500 donne. Questo strumento di prevenzione è stato al centro di due studi che prendono il nome di Aspire, presentati a Boston in occasione del Croi- Conference on retrovirus and opportunistic infections. Non è efficace al 100%, ma gli esperti hanno registrato una riduzione di infezioni fra il 27 e il 31%, un risultato che considerano importante.

Tale dispositivo ha un prezzo di pochi dollari, ha una durata di 5 anni dalla prima applicazione ed è molto piccolo, non implica disturbi alla donna ed il partner può non essere a conoscenza della sua presenza. Le ricerche, pubblicate sul New England Journal of Medicine, hanno dimostrato che l’utilizzo dell’anello riduce il tasso di infezione di circa il 30% ed è più efficace nelle donne meno giovani. Nel mondo più di 37 milioni di persone sono affette dal virus dell’HIV, più della metà sono donne e la maggioranza vive nell’Africa Subsahariana. Prima dell’inizio dello studio dell’anello vaginale per prevenire l’infezione da HIV gli altri studi non avevano dato risultati significativi poiché la maggior parte delle pazienti non aderiva alle terapie a base di pillole antivirali o gel vaginali.

Redazione NewSicilia



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