Medicina

Alleanza medico-paziente ostacolata dal Governo

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3 feb 2016 - 06:45

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È singolare il fatto che, mentre da un lato si predica che è necessario creare un rapporto di fiducia tra il medico e la persona assistita, da un altro lato vengono approvate con decreto una serie di incombenze, restrizioni e tagli all’assistenza, per cui si creano motivi di dissenso e di liti tra i due attori della malattia e della cura. A cosa mi riferisco con quanto suddetto? Al decreto del ministero della salute, teleguidato dal ministero dell’economia e finanze, che pochi giorni fa è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e per cui non si possono prescrivere più una serie di esami, alcuni davvero utili e necessari, perché ritenuti inappropriati. Qualora i medici dovessero contravvenire alle regole scritte nel decreto, saranno castigati e dovranno pagare loro stessi le prestazioni o i farmaci non ritenuti necessari.

Queste regole già stanno portando non solo alla perdita di fiducia verso il curante, già di per sé cosa grave, ma addirittura a liti e zuffe, talvolta espresse con violenza.

I medici ora sono davvero stanchi di questa situazione che rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso; perché oltre alla grande mole di burocrazia che affligge chi ha il compito primario di prendersi cura del paziente, oggi il medico ha le mani legate per prescrivere farmaci ed esami.

Ricordo che in altro mio articolo avevo posto la seguente domanda: il medico oggi è chiamato a curare le persone o il bilancio dello stato!! Con quest’ultima norma pare che sia il secondo punto che gli viene affidato. Infatti con il decreto della appropriatezza, termine che non si trova neppure sul vocabolario, vengono materialmente tagliate le prescrizioni di farmaci che qualche ragioniere dello stato, supportato da qualche dottore che non ha mai fatto il medico, ha deciso di ritenere non utili per la cura delle persone e usando un pallottoliere di ridurre il numero di esami necessari per seguire l’evoluzione della malattia, specialmente se cronica, esempio il diabete, l’ipertensione etcc…

Sarebbe bene che il ministero anziché utilizzare tanti amministrativi per il controllo delle ricette, li inviasse negli studi medici per spiegare ai pazienti il perché della non prescrivibilità delle prestazioni ritenute inappropriate e informarli della malattia accusata dal bilancio dello stato. A che serve oggi parlare di responsabilità del medico, se c’è qualcuno che obbliga i camici bianchi a prescrivere farmaci voluti per legge e ad occuparsi più degli aspetti burocratici e meno della presa in carico dei pazienti? A che servono i vari proclami dei ministri della salute che chiedono più ascolto della persona affetta da malattia al fine di creare la cosiddetta alleanza terapeutica medico-paziente se poi si creano decreti che vanno in tutt’altra direzione. Ebbene! Serve una linea diretta tra chi governa e le persone che informi che la SANITA’ PUBBLICA, così come era conosciuta poco tempo fa e che era il vanto dell’ITALIA, oggi non esiste più.

Redazione NewSicilia



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