Polemica

Abolizione guardie mediche notturne, Rizzo: “State smantellando la sanità”

Antonino Rizzo Consigliere Ordine dei Medici
Antonino Rizzo, Consigliere Ordine dei Medici
27 giu 2016 - 09:54

CATANIA - Anche l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Catania era presente lo scorso venerdì all’assemblea indetta dallo Smi (Sindacato medici italiani) sulla paventata chiusura delle guardie mediche notturne.

A rappresentare l’Ordine era il consigliere Nino Rizzo che ha contestato totalmente la proposta di passaggio all’assistenza h16, come previsto nell’atto di indirizzo della Conferenza Stato-Regioni.

Si perderanno solo posti di lavoro e si distruggerà il servizio di guardia medica scaricando sul 118 compiti per i quali non è deputato e per i quali non si ha personale a sufficienza. Si snaturerà definitivamente anche il rapporto medico di famiglia-assistito trasformando i nostri ambulatori in un girotondo di medici demotivati e disorientati“, ha detto Rizzo.

Dure anche le accuse ai politici: “Non abbiamo bisogno oggi solo di generiche e scontate dichiarazioni di intenti e di vaghe promesse. Vogliamo i fatti e subito. Quei fatti che purtroppo i politici non hanno dimostrato e realizzato in altre situazioni come quando, per esempio, era il momento giusto ed occorreva il loro sostegno ed il loro impegno. Ci riferiamo alla triste e vergognosa ‘vicenda osteoporosi‘ che lo scorso anno ha portato ad accusare ingiustamente 1.000 medici di famiglia della provincia di Catania di inappropriatezza prescrittiva in relazione ai farmaci in nota 79 per la cura appunto dell’osteoporosi. Una intera categoria di professionisti è stata umiliata e offesa da una storia non ancora chiusa ed avviata ormai verso le aule di Giustizia per volere, è bene sottolinearlo, dei medici e del loro Ordine che è sceso in campo con coraggio ed orgoglio per ridare dignità ed onore ai propri iscritti“.

Il dottore Rizzo ha poi concluso: “È proprio per questo che oggi l’Ordine dei Medici aspetta dai politici, autonomia e decisione nel proteggere il servizio sanitario, avviato sempre più ad uno smantellamento sistematico ed inesorabile”.

Redazione NewSicilia



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