Oggi vi presento...

Sulle tracce musicali di… Mario Lavezzi

lavezzi
11 giu 2017 - 06:56

Sono accodata in macchina. La fila è interminabile mi distraggo un po’. Alla radio stanno trasmettendo un brano di Gianni Morandi e Lucio Dalla dal titolo “Vita”, ne ascolto le parole: ”vita in te ci credo… e ormai ti vedo non è stato facile uscire da un passato che mi ha lavato l’anima…”. Ne resto colpita. Eppure conoscevo il brano ma quante volte nella vita ci sarà capitato di cantare una canzone senza realmente capirne il vero significato? Un giorno, poi, tutto appare diverso perchè non è solo il tempo che trascorre ma siamo anche noi che insieme ad esso cambiamo, ci evolviamo e capita quello che non ci saremmo mai aspettati. Ne voglio sapere di più e scopro che il brano che originariamente prendeva il titolo di “Cara” era stato proposto a Mina che lo rifiutò per essere poi interpretato da Gianni Morandi in duetto col grande Lucio Dalla che ne trasformerà il titolo in “Vita”. Ma chi ha scritto questo brano che mi ha fatto emozionare, perché in ogni parola c’è ciò che di vero capita nella vita… Gli angeli che a volte si sporcano, dove la sofferenza tocca il limite. Leggo Mogol e Mario Lavezzi, quello stesso Lavezzi che nel 2009 ho visto salire sul palco dell’Ariston per la 59° edizione del Festival di Sanremo col brano “Biancaneve” di Alexia.

Nato a Milano l’8 Maggio del 1948, entra nello scenario della musica con il gruppo formato dagli amici di quartiere “i Trappers”, di cui per un breve periodo farà parte anche Teo Teocoli. Dal 1966 in poi sono anni di brani come “Portami tante rose”, ”Non c’è niente di nuovo” col gruppo i “Camaleonti” dove lui sarà voce e chitarra.

Con la fondazione dell’etichetta discografica “La numero uno” , firmata Mogol-Battisti, Mario Lavezzi ne entrerà a far parte come autore, produttore e interprete. Nel brano “Il primo giorno di primavera” ne scriverà la musica portata al successo dai Dik Dik con testo scritto da Mogol e Cristiano Minellono. Nel 1976 pubblica il suo primo lavoro “Iaia” dove i brani come “Indocina” e “Serenade” sono interpretati con Loredana Bertè.

Ma se ad oggi quando si ascoltano brani come “In alto mare” e “La luna bussò” di Loredana Bertè, chiudendo gli occhi se ne percepisce ancora il forte impatto emotivo trascinatorio che invita al movimento, quello famoso del corpo, è perché a scriverli è stato un uomo che altro non è che pura ispirazione divina in terra perché è stato capace di tradurre i codici misteriosi che questa vita nasconde, traducendoli in successi musicali.

Ma la musica è uno di quegli strumenti che serve non solo a “proclamare” l’amore ma anche a cantare la fine di quello stesso legame che, per un motivo che solo la vita conosce, è finito, come ha fatto nella dolce e romantica, quasi sofferta, canzone “Quando eri tu la musica” interpretata poi magistralmente dalla voce calda e sensuale della Fiorella Mannoia degli anni 80: ”non c’era più non c’era più la musica giusto finisse qui… guardo le mie mani senza compagnia il tuo sguardo che va via senza tristezza, con tenerezza…”. Brano tratto dall’album “Momento delicato” del 1985 dove lo stesso Lavezzi presta la sua voce.

Mario_Lavezzi

Nel 1991 è il momento dell’album “Voci” raccolta di brani inediti con tutti gli artisti che hanno da sempre collaborato con lui come Gianni Morandi, Lucio Dalla, Riccardo Cocciante. Nel 1996 scriverà il successo di Eros Ramazzotti “Stella gemella” e brani come “Insieme a te” e “Perdutamente” per Ornella Vanoni del 1991 e nel 2007 si impegnerà nella stesura dell’album “Una splendida ragazza” per i brani come “Qualcosa di te” e “Bene così”. Oggi ritorna sullo scenario musicale come autore del singolo “Beata gioventù” titolo che dà allo stesso album della cantante Alexia in uscita a settembre 2017. Persino il brano “È tutto un attimo” di Anna Oxa è stato scritto da Mario Lavezzi e a me è bastato solo un attimo per scoprire l’infinita storia della musica italiana che si cela dietro a tante note che altro non sono che la percezione e la materializzazione del Divino in terra. Grazie “maestro” Mario Lavezzi.

Barbara Gricoli

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Redazione NewSicilia



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