Giustizia

Street Control a Catania, quando la multa è a portata di click

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11 ott 2016 - 06:11

CATANIA – Dal mese di dicembre 2015, la Polizia Municipale del Comune di Catania, come molti cittadini hanno già potuto constatare a loro spese, ha ricevuto in dotazione il c.d. Street Control, uno strumento dotato di telecamere ad alta definizione, in grado di riprendere e fotografare, anche in notturna, le targhe delle vetture in strada nel raggio di 20 metri e così rilevare eventuali infrazioni al codice della strada.

Tale innovativo strumento, certamente utile al Comune di Catania per rimpinguare le proprie esauste casse, una volta installato all’interno delle vetture di servizio della Polizia Municipale, con una serie di scatti, individua la targa del trasgressore e la invia al tablet di cui è dotata la pattuglia che, dopo una formale verifica, eleverà la contravvenzione e provvederà al suo recapito all’intestatario del mezzo.

Ma vi è di più: tramite lo Street Control, è possibile incrociare i dati del database della Polizia Locale con quelli delle Assicurazioni e della Motorizzazione, in modo da poter così accertare l’eventuale mancato pagamento del bollo; la mancanza di revisione o di copertura assicurativa e se l’auto risulti rubata.

In poche parole, il proprietario del mezzo sanzionato riceverà, poco tempo dopo, con notifica presso la propria abitazione, apposito plico contenente il verbale con dettaglio della fattispecie sanzionatoria (luogo, data, articolo del C.d.S. violato, componenti la pattuglia, somma complessiva da pagare, con eventuale riduzione del 30% della stessa in caso di pagamento effettuato entro giorni 5 dalla sua ricezione).

Un sistema questo che, statistiche alla mano, continua a mietere un gran numero di automobilisti indisciplinati: nel solo mese di Agosto 2016, nel territorio del Comune di Catania, sono stati accertati e verbalizzati 6.059 divieti di sosta e 523 scoperture assicurative. Sono stati comminati, mediamente, 233 verbali al giorno.

Un numero elevatissimo: un prezzo salato da pagare per l’automobilista che ogni giorno deve districarsi nella gimkana di difficoltà, interruzioni, lavori in corso e file interminabili, che lo strumento di circolazione urbanistica del Comune di Catania, purtroppo, ad oggi offre.

Volendo affrontare nel dettaglio la disamina delle criticità di questo efficace strumento, è possibile in primo luogo, riscontrare una eccessivamente rigorosa e oggettiva procedura di immediata elevazione del verbale e susseguente sanzione, che non tiene in alcun modo conto delle numerose variabili soggettive che il singolo automobilista affronta anche nello spazio di pochissimi minuti.

Ad esempio, la figlia che pone in sosta la propria autovettura sopra un marciapiede al solo fine di aiutare l’anziana madre per raggiungere il portone di casa, è assimilabile a una infrazione del Codice della Strada? Il genitore che pone in fermata l’autovettura per accompagnare il proprio figlio all’ingresso della scuola poco distante, è assimilabile a infrazione del Codice della Strada?

Formalmente potremmo rispondere che qualsiasi infrazione, anche di pochi istanti, in linea di principio dovrebbe essere sanzionata con verbale: ma è anche vero che, in determinate situazioni, il tatto e la comprensione da parte del pubblico vigilante, può e deve prevalere sulla immediata contestazione dell’inosservanza le disposizioni del Codice della Strada.

Cosa, invece, preclusa dallo Street Control, ove l’istantanea dell’infrazione viene ad essere colta, indipendentemente da qualsiasi valutazione soggettiva e in assenza di qualsiasi possibilità di giustificazione da parte del cittadino. Secondariamente, è uno strumento che assume funzione quasi esclusivamente sanzionatoria, ma del tutto inadatta a fornire un supporto di prevenzione e rimozione del problema della circolazione stradale in quel di Catania.

La domanda sorge quasi spontanea: una volta verbalizzata l’autovettura in doppia fila, o sopra un marciapiede, quale sarà il beneficio per il traffico veicolare in quella particolare situazione? A parere dello scrivente nessuno, in quanto l’autovettura sanzionata, rimarrà lì ancora a lungo, continuando a intralciare la circolazione. Uno strumento dunque, di sanzione ma non di rimedio.

Quali i rimedi?

Da un punto di vista prettamente giuridico, questo strumento profila alcuni elementi che, in sede giudiziale, possono essere in determinati casi, meritevoli di accoglimento ai fini di annullamento del verbale. La liceità dello Street Control è stata a lungo messa in discussione, prima che il Ministero dei Trasporti si esprimesse sulla fattispecie. Ciò è avvenuto tramite parere n. 4851 del 2015.

Tuttavia restano alcuni dubbi in merito alla possibile illegittimità in alcuni casi, che vengono qui di seguito considerati. Così come stabilito dal Codice della Strada, all’articolo 201 (“contestazione non immediata della violazione del divieto di sosta nel caso di accertamento in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo”), si evidenzia la necessaria immediata contestazione della infrazione al conducente l’autovettura, qualora lo stesso si trovi all’interno del veicolo o nelle sue immediate vicinanze.

In tali casi, quindi, la multa tramite Street Control, se notificata al proprietario del veicolo senza che sia stata preventivamente e immediatamente contestata al trasgressore, può essere oggetto di annullamento. La stessa valutazione in merito alle “immediate vicinanze” del proprietario dell’autovettura, suscita delle perplessità che possono certamente dar luogo a voragini di illegittimità da dichiararsi tramite apposito ricorso. Non mancando, altresì, di evidenziare come in sede giudiziale, possono fornirsi delle corrette giustificazioni in merito al posizionamento dell’autovettura nell’istante stesso della sanzione: lo “stato di necessità”, determinato ad esempio da una foratura improvvisa, un malore, un sinistro stradale contestato. Situazioni, queste, che potranno dar luogo, se correttamente dimostrate, ad annullamento del verbale.

Quello che consigliamo vivamente di non fare, avendo purtroppo già in diversi casi assistito a episodi del genere, è quello di coprire parte della targa della vettura con pezzi di carta o altre manomissioni: il nostro Codice della Strada, prevede all’art. 100, sanzioni salate per chi espone una targa non corrispondente a quella reale e, nei casi più gravi, sanzioni accessorie anche di carattere penale.

In conclusione, è possibile affermare come quello dello Street Control, sia uno strumento concesso al Corpo di Polizia Municipale avente peculiarità sanzionatorie, anche efficaci, ma rilievi pratici e risolutivi del traffico catanese poco utili: la circolazione ingolfata della nostra bella città, non viene certo risolta dalla enorme quantità di multe che si abbatteranno nei confronti dei malcapitati, anche in situazioni a volte inevitabili.

Senza tralasciare i dubbi sulla legittimità di tale strumento, con possibile proliferare di ricorsi davanti alle sedi competenti.

Avv. Vincenzo Andrea Caldarella del foro di Catania

Redazione NewSicilia



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