Televisione

Le spese folli della Rai

RAI
11 feb 2017 - 16:45

La notizia che Il deputato nazionale di Forza Italia Francantonio Genovese, dopo la recente condanna a 11 anni per truffa, potrà tornare a svolgere il ruolo di deputato parlamentare, non ci sembra tanto scandalosa visto che la Rai si può permettere il lusso, con i lauti proventi dell’imposizione del canone ai cittadini italiani a partire dallo scorso anno, di foraggiare i vari conduttori con milioni di euro e persino con contratti triennali. I contratti firmati dal direttore generale Campo Dell’Orto per fiction, format e cahet, tradotti in moneta sonante ammontano a 340 milioni di euro. Alla faccia della grave crisi economica che attraversa lo Stivale e la nostra povera terra, i cui isolani addirittura per non avere neanche la possibilità di pagare la bolletta della luce, adottano formule alternative allacciandosi abusivamente al palo della luce più vicino o i più onesti, che hanno perduto il lavoro e non possono pagare il mutuo, si vedono vendere all’asta la propria dimora da giudici che debbono soddisfare le aspettative delle banche creditrici.

Beh… questa perversa iniziativa l’hanno condotta Governo e Parlamento con la M.P.S. ed altri istituti di credito! E di contro l’Inps taglia l’indennità di disoccupazione a persone occupate a Progetto o CO CO CO che hanno perduto il lavoro.

Ma dove sta la certezza del diritto? Né dall’una e né dall’altra parte. Ma dove sta la Corte dei Conti? La Rai, essendo un ente pubblico, è finanziata dai cittadini, perché il canone è diventato una tassa a tutti gli effetti; di conseguenza l’Ente di Controllo della Spesa pubblica, dovrebbe quanto meno controllare l’Azienda televisiva di Stato e applicare i controlli nella elargizione delle spese folli. E ancora Pier Carlo Padoan, ministro delle Finanze, come cercherà di dare risposte a Bruxelles sul nostro deficit pubblico?

Addirittura Carlo Conti, rispetto ad Antonella Clerici, o a Lucia Annunziata, o ancora a Flavio Insinna, Piero Angela, Fabio Fazio, Bruno Vespa etc. etc., sembra un impiegato modello, che devolve parte dei propri proventi ai terremotati delle Marche, come se fosse un impiegato modello che cede le ferie non godute a colleghi che ne hanno bisogno per gravi motivi di famiglia. Ma quello che provoca ancora più scandalo è tutt’altro e cioè la Rai sta facendo una pubblicità a tappeto per raccogliere fondi: inviare un sms di 2 euro col telefonino al 445… per costruire una scuola nelle zone terremotate. Quante scuole si potrebbero costruire se venisse di molto ridimensionata la spesa di 340 milioni di euro?

Giuseppe Firrincieli

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA