Musica

Sal Da Vinci: “In amore non si fanno prigionieri”

sal da vinci
15 mar 2017 - 08:15

CATANIA – Sal Da Vinci con il suo nuovo album “Non si fanno prigionieri” ritorna prepotentemente protagonista sulla scena musicale con un lavoro ricco di brani convincenti e la supervisione di Renato Zero.

Dopo il successo del concerto “Italiano di Napoli” con Alessandro Siani presenta nella nostra città il suo nuovo album. Incontriamo l’artista napoletano subito dopo la sua esibizione sul palco di “Meraviglioso”.

Questo nuovo progetto discografico guarda con attenzione la realtà virtuale che, spesso, prende il sopravvento sul quotidiano… “Credo sia necessario allontanarsi dall’uso improprio dei cellulari, tablet, computer, social e dagli oroscopi che spesso ci distolgono dai veri valori. Ogni eccesso fa male e quando un uomo viene imprigionato da catene virtuali diventa incapace d’amare”.

L’amore resta sempre l’argomento trainante di tutto l’album… “Alla base di tutto c’è l’amore non si può andare avanti senza. Questo disco racconta diverse sfaccettature dell’amore e del quotidiano”.

“Non si fanno prigionieri” vanta collaborazioni importanti tra tutte quella di Renato Zero che firma sette pezzi con cui canta anche un brano. Com’è nata questa collaborazione? “Grazie a Maurizio Fabrizio si è consolidata l’amicizia con Renato. Dall’ascolto di un provino è nata la nostra collaborazione. Inutile negare che da lui ho imparato tanto come cercare di essere più semplice e diretto per farmi capire da tutti. Duetto con Renato in “Singoli” dove cantiamo il rispetto per ogni forma d’amore”.

La sua carriera inizia nel ’76 come bambino prodigio nella sceneggiata napoletana oggi la sua vita si divide tra musica e teatro, riuscirebbe a scegliere tra le due espressioni artistiche? “Ho scoperto di avere una voce all’età di sedici anni e da allora ho cercato di coltivare questo mio talento. Mi piace spaziare tra musica e teatro com’è accaduto, fra i tanti, con lo spettacolo concerto con Alessandro Siani ma è chiaro che la musica occupa un posto principale”.

Prima di salutarci un’ultima domanda. Cosa significa per Sal Da Vinci rappresentare Napoli nel mondo? “È semplicemente una marcia in più che ti porti addosso con orgoglio”.

Elisa Guccione

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Redazione NewSicilia



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