Giustizia

Registro delle Unioni civili: cosa cambia per migliaia di coppie omosessuali?

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27 ago 2016 - 06:47

A quasi due mesi dalla emanazione della Legge Cirinnà (L.76/2016: Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e discipline delle convivenze), in Sicilia si lanciano i primi bouquet: quest’estate, in un paesino della provincia di Messina, l’assessore all’ambiente si è unito civilmente con il suo compagno. A Palermo, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, si sono unite civilmente tre coppie. Il 29 agosto il Castello Ursino sarà teatro della prima unione civile catanese tra Rosalba Caruso, 45 e Laura Testa, 35 enne, pioniere della legge Cirinnà a Catania, città che spalanca le porte a tutte le coppie che vorranno regolarizzare la propria unione ed iscriversi nel registro provvisorio la cui istituzione risale al 23 luglio 2016. Il Governo, infatti, quest’estate ha firmato il decreto attuativo sulle unioni civili recanti le disposizioni transitorie per la tenuta dei registri nell’archivio dello Stato civile, in attesa dell’entrata in vigore del decreto legislativo di cui all’art 1, comma 28, lettera a) della legge Cirinnà.

Il decreto di luglio che consta di 11 articoli guida le coppie omosessuali alla regolarizzazione della loro unione stabilendo tempi, modalità e gli adempimenti necessari per la costituzione dell’unione civile che, statuisce la legge, può riguardare solo due persone dello stesso sesso, maggiorenni. Esse devono farne richiesta, CONGIUNTAMENTE, all’ufficiale di stato civile del Comune da loro scelto. All’istanza dovrà essere allegata la fotocopia dei documenti di riconoscimento. L’ufficiale di stato civile, verificati i presupposti, redige IMMEDIATAMENTE il processo verbale della richiesta; le parti vengono invitate a comparire in una determinata data, successiva di 15 giorni, davanti all’ufficiale di stato civile al fine di rendere la dichiarazione vera e propria COSTITUTVA DELL’UNIONE. Alla data fissata, le parti, alla presenza di due testimoni, rendono la dichiarazione di volersi unire civilmente e possono dichiarare di scegliere il regime patrimoniale della separazione dei beni ed indicare il cognome comune che hanno deciso di volere assumere.

La registrazione degli atti dell’unione civile avviene mediante iscrizione nel registro PROVVISORIO DELLE UNIONI CIVILI.

E dopo la firma? Cosa cambia economicamente e fiscalmente per le coppie omosessuali formalmente unite? La coppia, all’indomani, avrà tanti diritti, tra cui vanno ricordati:

-Diritto di abitazione: il partner subentra nel contratto di locazione e può essere inserito nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, al pari del coniuge;

-Diritto al TFR e alla pensione di reversibilità: Con la nuova legge, il TFR (trattamento di fine rapporto) maturato da une delle due parti ma non ancora corrisposto e la pensione di reversibilità spettano all’unito/a civilmente e non più agli eventuali figli del defunto. Infatti l’art. 1, comma 17 , della legge 20 maggio 2016,n. 76, prevede che “in caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità indicate nell’art 2218 e 2120 c.c devono corrispondersi anche alla parte dell’unione civile”. Pertanto, sarà necessario avere effettivamente costituito l’unione civile;

-Diritti successori: il partner dell’unione civile è equiparato in tutto e per tutto al coniuge. Di conseguenza ha diritto ad una quota di eredità anche in presenza di testamento in favore di altri ed è titolare dell’azione di riduzione se il testamento lede la sua quota.

E qui c’è una delle due differenze più significative tra le coppie omosessuali ed i conviventi eterosessuali, ai quali è dedicata la seconda parte della legge Cirinnà. A quest’ultimi non spetta né l’eredità, né la reversibilità del trattamento pensionistico. Inoltre, il regime patrimoniale delle unioni civili, in mancanza di una scelta differente da parte della coppia, sarà quello della comunione dei beni; mentre per i conviventi eterosessuali, non è previsto alcun automatismo legale. A fronte dei riconosciuti diritti alle coppie unite civilmente, anche il dovere di entrambe le parti di contribuire ai bisogni comuni, in relazione alla propria capacità lavorativa (casalinga e professionale) e, per la parte più forte economicamente, l’obbligo di versare un assegno periodico all’altra che si trova in stato di bisogno, ovviamente in caso di cessazione del rapporto.

Ogni essere umano è fatto in un modo diverso, nella sua struttura e nella sua combinazione spirituale. Quindi, tutti gli uomini sono a loro modo anormali e nessuno può tacciare un altro di essere o di agire contro natura“ (Ungaretti).

Avvocato Elena Cassella Foro di Catania

Redazione NewSicilia



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