Giustizia

Nuove frontiere delle aste giudiziarie immobiliari

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18 giu 2016 - 06:11

In data 03 Maggio 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.102 il decreto legge n.59/216 recante “Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione” che introduce diverse novità che, tra le altre, riguardano l’esecuzione immobiliare di case ed immobili in generale, allo scopo di accelerare le attività di recupero dei crediti.

Nuove speranze per chi deve recuperare crediti? Lo chiediamo al giudice dott.ssa Marisa Acagnino, presidente della Sezione Esecuzione Civile del Tribunale di Catania.

La materia delle esecuzioni, più di altre, è terreno fertile per l’elaborazione di strategie applicative tendenti ad assicurare il soddisfacimento della pretesa creditoria, in tempi contenuti e garantendo i diritti degli esecutati. È ancora fresco il ricordo delle novità introdotte dal d. l. 83/15 e dalla legge di conversione 132/15 e già siamo allo studio delle innovazioni contenute nel DL 59 del 3 maggio 2016, ancora in attesa di conversione. Si tratta dell’ennesimo intervento in una materia, ritenuta cruciale per la competitività del Paese, e basato sulla convinzione, in verità non condivisa da tutti, che l’endemica inefficienza delle espropriazioni sia fra i principali fattori che scoraggiano gli investimenti dall’estero. Invero, anche in questa occasione, assistiamo ad un intervento normativo frammentario e non sempre efficace”.

Vediamo di capire cosa realmente cambia? Si va verso una maggiore digitalizzazione per un sistema più efficiente e trasparente?

Direi di sì. Fra gli interventi più interessanti della novella del 2015 si segnalava la nuova e puntuale disciplina dell’art. 492 bis c.p.c. in materia di ricerca telematica dei beni da pignorare. Il favore per l’introduzione delle modalità telematiche in materia esecutiva, già affermato nella nuova forma di consegna del pignoramento e delle vendite che, per i beni mobili, devono avvenire, obbligatoriamente in tale forma, ha trovato nel DL 3.5.2016 n. 59, un’ulteriore evoluzione: il legislatore, in riforma dell’art. 569 c.p.c., ha inteso estendere tale obbligatorietà anche alle vendite immobiliari, riconoscendo l’utilità di un sistema che amplia la possibilità di raggiungere i soggetti interessati all’acquisto, che possono partecipare alle aste, senza la necessità di doversi materialmente recare negli studi dei professionisti delegati alla vendita. Il nuovo DL prevede che la vendita debba avvenire con modalità telematiche, con l’unico limite dell’eventuale pregiudizio (invero, difficilmente immaginabile) che ai creditori possa derivare dal ricorso a tale forma”.

D’ora in poi, insomma, nel caso di vendita forzata di beni immobili il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti e, nei casi previsti, l’incanto, nonché il pagamento del prezzo saranno effettuati con modalità telematiche. Una novità che avrà un notevole impatto.

È evidente che tale nuova forma di vendita impedirà le turbative, purtroppo ancora presenti, specialmente in un territorio, come il nostro, in cui la criminalità organizzata controlla larghi settori dell’economia”.

Quali sono le altre misure volte a favorire in tempi più stretti il recupero coattivo del credito.

Alla riforma del 2015, che ha dimezzato i tempi per la presentazione dell’istanza di vendita e per il deposito della documentazione ipocatastale, il legislatore ha aggiunto un ulteriore passo avanti: la nuova versione degli artt. 492 e 615 c.p.c. sancisce l’inammissibilità dell’opposizione all’esecuzione proposta successivamente all’emissione dell’ordinanza di vendita o di assegnazione, salvo che l’opponente non dimostri di non averla potuta proporre prima per cause a sé non imputabili. Si tratta di un’importante limitazione della tutela dell’esecutato, ma anche dell’introduzione di un limite al proliferare, spesso ingiustificato, di opposizioni intentate solo al fine di ottenere la sospensione delle operazioni di vendita o, ancor peggio, della distribuzione delle somme, senza che siano prospettate ragioni o circostanze nuove che le giustifichino”.

Ma tra le novità anche la riduzione dei tentativi di vendita all’asta. Quali i possibili rischi?

Ancora interessante è la riforma dell’art. 591 c.p.c. che, anche in materia di espropriazioni immobiliari, riduce il numero dei tentativi di vendita e consente un ribasso, alla quarta asta, della metà del prezzo base dell’ultima vendita tentata: non v’è chi non veda il rischio di speculazioni e il profondo cambiamento della natura della vendita forzata che diventa del tutto estranea alle logiche del mercato. Sarà compito degli operatori del settore vigilare affinchè una maggiore tutela del credito non comporti la negazione dei diritti in capo agli esecutati e, in questa materia, il giudice dell’esecuzione è solo uno fra i protagonisti, essendo sempre più rilevanti le figure del professionista delegato e del custode. Consapevole di questo, il governo ha modificato anche i criteri di selezione degli esperti collaboratori del giudice, istituendo un’apposita commissione che si occuperà della formazione specifica e controllerà l’adeguatezza delle condotte di assolvimento degli incarichi affidati. È una nuova sfida che ci attende, l’efficienza del sistema dipenderà anche da come sapremo raccoglierla”.

Avv. Claudia Cassella del foro di Catania

Redazione NewSicilia



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