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Una nuova (pericolosa) moda chirugica: il cambio del colore degli occhi

Chirurgia del cambio del colore degli occhi
13 set 2016 - 10:57

Le mode assurde che sfociano anche nel pericolo, purtroppo, aumentano. Se la chirurgia estetica è sempre stata una delle branche della medicina più criticate, in quanto non serve a correggere problemi di salute, bisogna anche dire che possono essere praticati interventi ed “interventi”.

Alcune modifiche al proprio corpo, infatti, sono semplici e comunque sono sicure per chi le subisce, a differenza di una pratica degli ultimi tempi: la chirurgia per il cambio del colore degli occhi. Questo tipo di chirurgia, che senza interventi viene sostituita dalle lenti a contatto colorate per chi vuole cambiare il colore dei propri occhi, si basa su un impianto che viene inserito direttamente dentro l’occhio.

Il chirurgo taglia la cornea, lo strato trasparente superficiale dell’occhio, e inserisce sotto di essa un’iride artificiale del colore che si preferisce, scelto da un catalogo, ‘sostituendo’ il proprio. Quindi la cornea viene richiusa e il colore degli occhi, di fatto, cambia. Detta così sembrerebbe forse una cosa semplice e banale, ma chiaramente non lo è, anzi: le cose sono piuttosto complesse.

In America, ad esempio, l’autorità sanitaria non approva questa metodica, cosicché chi è interessato deve spostarsi in paesi come Messico, India oppure Panama per poter accedere a questo tipo di operazione.

Una delle motivazioni del perché le autorità non approvano l’intervento è questa: non bisogna dimenticare che l’iride è un muscolo, anche se colorato, e ha la funzione di dilatare o restringere la pupilla in base alla luce esterna, così da vedere sempre bene. Mettendo un “tappo” artificiale e rigido sull’iride, esso perde la sua capacità non percependo la differenza, creando per prima cosa problemi alla vista.

A qualcuno, poi, si sono presentati problemi come il glaucoma, ovvero la scorretta gestione della pressione del liquido intraoculare, mentre nei casi peggiori il dispositivo ha provocato reazioni immunitarie, cioè il rigetto.

Il problema è che i dispositivi e di conseguenza gli interventi sono pubblicizzati come interventi per scopi di salute, e non per scopi estetici, come nel caso della discromia, il colore delle iridi diverso o dell’albinismo oculare, in cui l’intervento è importante perché altrimenti la luce rovinerebbe gli occhi. Ma la maggior parte delle persone, come si può immaginare, fanno questi interventi per scopi estetici e non per scopi medici, per cui vanno a fare un intervento, da sani, in cui hanno tutto da perdere e ben poco da guadagnare.

Gabriele Paratore



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