Giustizia

Novità sul reato di femminicidio

femminicidio
19 nov 2016 - 06:17

Mancano pochi giorni al 26 novembre, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. E anche quest’anno, l’Associazione Penelope onlus, da sempre vicina alle vittime e alle loro famiglie, commemorerà tutte le “eroine silenziose” che hanno perso la vita sopraffatte da un amore malato. Tra le iniziative di maggior rilievo merita sicuramente menzione la proposta di legge a firma del presidente di Penelope Emilia Romagna, avvocato La Scala sull’introduzione del delitto di femminicidio.

Lo spunto è certamente la recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha condannato all’ergastolo l’uomo che nel 2012 ha brutalmente ucciso la sorella della sua ex fidanzata. Invero, sulla scorta dell’eco mediatica avuta da questo e da altri tristi episodi analoghi, il legislatore è già intervenuto con la legge 119 del 2013 ma la proposta odierna mira a regolamentare degli aspetti fino ad oggi rimasti opachi.

In primo luogo, la proposta mira a qualificare come omicidio aggravato quello commesso a danno di una donna, per futili motivi, operato con sevizie e\o crudeltà e\o con l’utilizzo di sostanze venefiche. La conseguenza della qualificazione è rilevante essendo perciò prevista la pena dell’ergastolo. Ma vi è di più. La proposta mira ad estendere la norma introdotta per l’omicidio stradale, l’art. 594 quater c.p. nel prevedere il divieto di operare un giudizio di equivalenza tra le aggravanti e le attenuanti generiche così da evitare di neutralizzare l’effetto della norma. Mira a velocizzare l’immediata adozione di una misura cautelare che impedisca all’autore del reato di continuare a delinquere. Si tratta dell’udienza di pericolosità, un istituto permeato dall’ordinamento USA che consente una volta sporta denuncia o querela di non attendere il provvedimento di custodia cautelare ma di valutare immediatamente la pericolosità del soggetto e subito intervenire. Come? Attraverso l’istituzione di un pool di esperti in reati contro la famiglia e di una commissione nazionale di studio alla quale partecipino magistrati, avvocati e operatori specializzati nel settore così che si occupino esclusivamente di questa tipologia di reato ma abbiano del delitto una conoscenza completa e globale. Solo così si può intervenire anche sulla prevenzione monitorando e segnalando le criticità rilevate all’A. G.

Un aspetto da non sottovalutare è la parziale modifica dell’art. 54 dell’ordinamento penitenziario. La norma attualmente prevede che al condannato a pena detentiva che ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione ex art. 27 Cost. é concessa ai fini del suo più efficace reinserimento nella società, una detrazione di quarantacinque giorni per ogni singolo semestre di pena scontata. Così facendo però, il rischio è chiaramente quello che il condannato benefici di una cospicua riduzione in proporzione del tempo trascorso. Ai fini punitivi e rieducativi la proposta mira invece alla parziale modifica prevedendone l’operatività solamente una volta già decorsi un terzo o metà della pena così da garantire che un crudele assassino espii la pena per un numero di anni comunque consistente.

Ed ancora. Con riferimento agli aspetti civilistici rilevanti la proposta di legge punta a modificare l’articolo 463 c.civ. inserendo l’omicida tra i soggetti che il giudice penale già in sede di condanna può dichiarare ex officio indegni. Allo stato infatti, l’assurdo rischio è che per le lungaggini del giudizio civile, l’aguzzino possa nelle more ereditare il patrimonio della vittima. Oltre al danno, la beffa!

Infine, volgendo l’attenzione alla vittima e alla sua famiglia, la proposta legislativa prevede l’introduzione di un fondo per un sostegno economico-sociale sia dei familiari delle vittime (ed in particolare di figli che improvvisamente si trovano catapultati in una realtà ove la madre è vittima e il padre aguzzino) sia delle stesse vittime ove superstiti. Chi dimentica cancella, noi non dimentichiamo!

Avv. Elena Cassella presidente Penelope Sede Territoriale Sicilia

Redazione NewSicilia



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