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MOC, cortisone e certificato medico: i dubbi dei lettori

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28 giu 2015 - 08:00

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Nino Rizzo

Vorrei  avere informazioni riguardo all’esame MOC particolarmente se è rimborsabile dal SSN.(M.D.)

L’esame MOC o mineralometria ossea computerizzata o densitometria è una esame che serve per la misura della densità minerale ossea (in inglese Bone Mineral Density, BMD) e quindi per la diagnosi dell’osteoporosi. Di questa tecnica esistono diverse tipologie ma le più utilizzate sono  la MOC DEXA (Dual-energy X-ray absorptiometry) che richiede l’utilizzo di un apparecchio a raggi X e la MOC QUS (ultrasonografia quantitativa) che fa affidamento su apparecchiature ad ultrasuoni.

In Sicilia l’esame non è rimborsabile per tutti ma solo per particolari categorie di pazienti definiti a rischio secondo un decreto assessoriale regionale (soggetti con menopausa precoce < 45 anni, amenorrea prolungata > 1 anno, trattamenti cortisonici protratti, trattamento protratto > 3 mesi con antiepilettici, eparina, anticoagulanti orali, storia familiare di pregresse fratture di femore o vertebrali, pregresse fratture vertebrali o di femore o di polso, magrezza con BMI < 19, malattie endocrine (ipertiroidismo, iperparatiroidismo, M. di Cushing o malassorbimento).

Chi non rientra in queste categorie dovrà purtroppo pagare l’esame per intero sia in strutture pubbliche che accreditate. La recente revisione della nota AIFA 79 che limita la rimborsabilità dei farmaci per l’osteoporosi ha escluso la MOC ad ultrasuoni dagli esami validi per verificare l’appropriatezza della terapia per cui oggi l’unico esame valido rimane la MOC DEXA sia nella localizzazione vertebrale che femorale.

C’è un’ora giusta per assumere il cortisone?(S.S.)

Se si vuole ottenere il massimo risultato con minimi effetti collaterali occorre che il cortisone vada preso in precisi momenti. La risposta immune e infiammatoria dell’organismo è più attiva di notte intorno alle 3. Di conseguenza, per avere il massimo effetto utilizzando la dose più bassa possibile di cortisonici, i farmaci dovrebbero arrivare in circolo intorno a quell’ora.

Oggi esistono delle formulazioni di cortisone che si possono assumere alle 10 di sera con il farmaco che si libera proprio alle tre di notte: in questo modo riusciamo a massimizzare l’effetto positivo del cortisone riducendo la probabilità di effetti collaterali, perché lo andiamo a fornire all’organismo proprio quando ce n’è bisogno.

In alternativa all’uso di questi preparati  il cortisone dovrebbe essere dato quanto più presto il mattino (cioè quanto più vicino alle 3 di notte) senza ovviamente che questo però comporti interferenze con il riposo notturno. È per questo che è consigliabile somministrare il cortisone dopo la colazione del mattino effettuata quanto più presto possibile.

Capita a volte che assentatomi dal lavoro in una data giornata il giorno dopo vada dal medico di famiglia per avere la certificazione telematica di malattia ma il medico si rifiuta di redigere questo certificato. È un comportamento corretto?

Sì è un comportamento corretto.  Il sistema di ricezione dei certificati INPS non accetta certificati per il giorno precedente quando il paziente sia già rientrato al lavoro; li accetta invece se nella certificazione si comprende anche il giorno corrente. In pratica impedisce di giustificare l’assenza per un sol giorno quando questo è richiesto nella giornata successiva.

Il medico, all’atto del rilascio del certificato, attesta in scienza e coscienza non la malattia ma l’incapacità all’attività lavorativa del proprio assistito dovuta ad infermità che direttamente constata: si ricorda in proposito che all’art. 7 del DPCM 26 marzo 2008 si intende per «certificato di malattia», “l’attestazione scritta di un fatto di natura tecnica destinata a provare la verità di fatti direttamente rilevabili dal medico curante nell’esercizio della professione, che attesti l’incapacità temporanea al lavoro, con l’indicazione della diagnosi e della prognosi, di cui all’art. 2, comma 1 del decreto legge 30 dicembre 1979, n. 663 convertito con modificazioni dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33”.

Appare utile ricordare che giurisprudenza consolidata afferma: “… omissis … risponde di falso ideologico il medico che attesti una malattia senza aver compiuto la visita, anche se di essa non abbia fatto esplicita menzione nel certificato” (C. Cass. V Sez. Pen. 29.01.2008, n. 4451).

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