Giustizia

Legge sugli stadi, dal Daspo inasprito alla pistola elettrica

stadio
25 ott 2014 - 07:36

Sono trascorsi più di 7 anni dai tragici fatti accaduti a Catania durante e dopo il derby Catania-Palermo (di cui si riportano alcuni fotogrammi tratti da riprese televisive, ndr): il loro impatto sulle nostre coscienze collettive è stato forte. Vogliamo sperare che il sacrificio di un tutore dell’ordine, l’ispettore Raciti, abbia contribuito a determinare nel Legislatore la consapevolezza che gli episodi di violenza, fuori e dentro gli stadi, avevano raggiunto un livello di guardia oramai non più sopportabile e che fosse necessario un intervento radicale.

Scontri all'esterno dello stadio Massimino Altri scontri all'esterno dello stadio Massimino

La risposta dalle istituzioni si è fatta attendere, e solo pochi giorni fa, il 21/10/2014, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 146 del 17/10/2014 di conversione del Decreto Legge n. 119 emanato il 22 agosto 2014.

La ratio dell’intervento legislativo appare quella di rafforzare il contrasto dei fenomeni di violenza (oltre che di illegalità) connessi allo svolgimento di manifestazioni sportive, al fine di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica.

In particolare per reprimere il fenomeno del tifo violento negli stadi, viene modificata la disciplina del cosiddetto DASpo (provvedimento con il quale l’autorità competente dispone il divieto di assistere a manifestazioni sportive). In che modo? Ampliando la categoria dei potenziali destinatari del divieto; ridefinendo i presupposti che consentono al Questore di applicare il DASpo anche a soggetti che, pur non essendo stati condannati nè denunciati, risultino avere comunque tenuto una condotta pericolosa per la sicurezza pubblica; aumentando la durata del provvedimento di divieto in relazione ai recidivi (che varrà dai 5 agli 8 anni con obbligo di presentarsi in commissariato); prevedendo per coloro che assumono la direzione di episodi di violenza di gruppo, il divieto di accesso per almeno 3 anni.

Inoltre, al pari dei mafiosi e dei terroristi, i daspoti recidivi e gli ultrà pericolosi potranno essere sottoposti dal Tribunale anche alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, integrata, se necessario, da altre misure di prevenzione quali il divieto o l’obbligo di soggiorno.

Tra le altre misure introdotte si ricordano: l’arresto in flagranza di reato di colui che intona cori o innalza striscioni che incitano alla discriminazione razziale o etnica nonché la chiusura del settore ospiti in caso di gravi episodi di violenza commessi in occasione di partite di calcio.

Gli scontri all'esterno dello stadio Massimino del 2 febbraio 2007

Non si può da ultimo non ricordare tra le novità quella relativa all’ammodernamento dei mezzi a disposizione delle forze dell’ordine: la sperimentazione della pistola elettrica, detta anche TASER che dovrà però avvenire “con le necessarie cautele per la salute e secondo i principi di precauzione”.

Sarà la pistola elettrica in grado di reprimere il fenomeno della violenza da stadio? O invece, diffondendo nelle scuole la cultura allo sport e quindi alla sana competizione, potremmo realizzare, perché no, un sogno all’apparenza irrealizzabile: stadi senza le forze dell’ordine.

Avv. Claudia Cassella del Foro di Catania

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Redazione NewSicilia



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