Giustizia

“In nome del popolo marziano”, il fumetto per discutere di diritto

Bonaventura
4 giu 2016 - 06:56

A Catania, al Centro Fieristico “Le Ciminiere” in questi giorni si sta svolgendo la sesta edizione del Festival Internazionale del fumetto, che rappresenta un “nuovo” linguaggio per parlare di diritto ai giovani. Ma come narrare in modo accattivante le ore che i magistrati passano sui codici, o quelle trascorse in camera di consiglio, con gli occhi sulle carte di un fascicolo? Lo chiediamo al Giudice del Tribunale di Catania, dott. Francesco Lentano, promotore di una mostra e autore di un’opera saggistica “Giustizia a Strisce“.

Prendendo spunto dalla celebre intervista dell’ideatore della serie Tex, Gianluigi Bonelli, che cosa le è passato per la testa il giorno in cui ha deciso di scrivere “Giustizia a Strisce”?

Il diritto è spesso considerato, e forse in fondo è, un campo del sapere noioso ed arido, con i suoi formalismi e le sue regole poco comprensibili ai non iniziati. Tuttavia, se si considerano le sue interconnessioni con l’arte e con la letteratura, il punto di vista cambia. Sin dall’antichità, il sapere giuridico si è accompagnato spesso a quello letterario. Uno dei primi grandi poeti della storia della letteratura italiana, Cino da Pistoia era anche un giureconsulto; e il Petrarca lamentava che Lovato de’ Lovati, poeta suo contemporaneo, svolgesse anche attività di giudice, sostenendo che, se si fosse dedicato solo alle lettere, sarebbe stato il sommo poeta del suo tempo. Ancora ai giorni nostri, molti giudici e avvocati sono anche scrittori; e sempre più ampi sono gli studi sulle interazioni tra Diritto & Letteratura. Qualcuno, ad esempio, ha ipotizzato che lo Statuto dei lavoratori, storica legge del 1970, sia stato influenzato da romanzi come La vita agra di Luciano Bianciardi, contenente vivide descrizioni delle condizioni di lavoro dei minatori nell’Italia degli anni Cinquanta. Partendo da queste premesse, anche altri linguaggi artistici, come il Cinema o il Fumetto, possono essere studiati nelle loro correlazioni con il diritto. Il fumetto, in particolare, è un linguaggio che esiste, nella forma ‘moderna’, da oltre cento anni; e sempre più, negli ultimi tempi, viene considerato alla pari della letteratura vera e propria, con libri a fumetti (detti anche graphic novel) che partecipano a premi letterari e giornalistici, come il Pulitzer negli Stati uniti o lo Strega in Italia. Una delle possibili interazioni tra Fumetto e Diritto riguarda le rappresentazioni che, nel mondo dei comics, vengono date delle professioni giuridiche tradizionali, come quella del giudice e dell’avvocato”.

Disney italiani - Gatto

Come viene rappresentato il magistrato nel fumetto italiano?

Constatare che ancora oggi, nei fumetti italiani, i giudici sono quasi sempre raffigurati come maschi di mezza età se non decisamente anziani, quando la magistratura è sempre più femminile, può indurre interessanti riflessioni su modo in cui il potere giudiziario appare nell’immaginario collettivo. Allo stesso modo può essere interessante costatare come degli avvocati, nel mondo del fumetto, siano spesso mostrate le caratteristiche deteriori (teatralità, attaccamento al danaro, capacità di sostenere anche l’assurdo con sprezzo del ridicolo) e raramente ne sia enfatizzato il ruolo sociale di difesa dei soggetti più deboli; quel ruolo che essi assumono, ad esempio, nelle pagine di Piero Calamandrei”.

Superman copertina  vestiti Clark (2)

Il fumetto è un linguaggio di ampia diffusione popolare e di immediata comprensibilità. Esso si presta a essere utilizzato per ogni tipo di argomento; e dunque anche per temi che hanno a che fare con il diritto.

Personaggi della nostra storia, come le vittime della mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (ai quali sono stati dedicati più di un graphic novel); ma anche creature di carta e inchiostro del mondo della fantasia, come il Giudice Morris, un personaggio americano degli anni Quaranta ormai quasi dimenticato, che conduceva rigorosi processi e poi, insoddisfatto dei risultati della giustizia ‘ufficiale’, cominciava le sue indagini parallele, scovando i veri colpevoli di un reato. Gustose storie ambientate in tribunale appaiono spessissimo anche in fumetti universalmente noti come quelli della Disney (ove il magistrato ha spesso fattezze da Gufo), dei Supereroi Marvel (uno dei quali, Devil, ha come alter ego un avvocato), e di storiche serie a fumetti italiane come il western Tex (in edicola ininterrottamente dal 1948), il poliziesco Diabolik (1962), l’umoristico Alan Ford (1969). Alcune delle tavole a fumetti più belle di queste storie sono riprodotte nel catalogo della mostra, un testo saggistico di 130 pagine pubblicato nella collana Quaderni della Fondazione Montalbano che esamina decine di personaggi a partire dal 1910. Il libro non ha scopo di lucro e non è in vendita nei canali ufficiali, ma sarà visionabile allo stand dell’ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione) in occasione dell’ETNACOMICS, festival della Cultura pop che si sta svolgendo a Catania, come ogni anno”.

un fatto umano

Lo sappiamo dalla esperienza di Paolo Borsellino e Falcone che l’esercizio dell’azione giudiziaria non si esaurisce solo con le sentenze, ma agendo nella società, magari rappresentando in “Giustizia a strisce” la figura del magistrato.

Naturalmente, fare una mera lista delle storie a fumetti che hanno per protagonisti dei giudici (ma, in futuro, una analoga ricerca potrebbe essere svolta per gli avvocati o per altri temi giuridici) non serve a molto. Scopo principale di queste ricerche è sviluppare un discorso culturale in senso ampio; aiutare a vedere il diritto non come qualcosa di arido e di avulso dalla realtà, ma come un campo del sapere che interagisce con altri e che da altri è influenzato e influenza al tempo stesso. Da questo punto di vista, il fumetto si presta più di ogni altro linguaggio artistico a stemperare le tensioni e le aridità del diritto; spesso allegre, rutilante di colori, a volte inverosimili con la loro fantasia sfrenata, le storie a fumetti riescono di solito a rendere divertente qualunque cosa raccontino, anche un processo penale. Sono però sempre più in grado di raccontare anche tensioni sociali, problemi vecchi e nuovi, contraddizioni della vita e dell’esperienza umana”.

Avv. Claudia Cassella del foro di Catania

Redazione NewSicilia



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