Giustizia

Foto pubblicate su Facebook sono proprietà privata

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20 giu 2015 - 06:48

È di appena pochi giorni fa la decisione del Tribunale di Roma, che già ha destato numerosi commenti e curiosità per gli oltre 1,3 miliardi di utenti del popolare social network, i quali d’ora in avanti dovranno fare molta attenzione ad utilizzare le foto che vengono pubblicate dai loro amici su Facebook. Con sentenza n. 12076/2015 dello scorso 3 giugno, il Tribunale capitolino ha statuito che ogni fotografia è e rimane di proprietà di chi l’ha pubblicata sino a prova contraria e quindi chi la usa senza autorizzazione o menzione dell’autore rischia di dover risarcire il danno patrimoniale e non, cagionato all’autore dello scatto medesimo.

Il caso sottoposto al Giudice romano riguardava infatti un ragazzo minorenne che realizzava un mini-reportage sul fenomeno sociale delle baby-cubiste nelle discoteche della capitale e pubblicava gli scatti sulla propria pagina Facebook. Tuttavia, a sua insaputa, le immagini venivano utilizzate da un noto quotidiano nazionale che non menzionava l’autore degli scatti fotografici né la fonte degli stessi. Successivamente, le medesime foto, venivano altresì utilizzate anche da alcuni programmi di rilievo nazionale come reportage sul fenomeno delle baby cubiste. Pertanto, resisi conto dell’utilizzo senza alcuna autorizzazione delle immagini sopra citate, i genitori del giovane autore degli scatti, ancora minorenne, incardinavano una causa nei confronti del quotidiano per ottenere la tutela di cui all’art. 2 della L. n. 633/1941 sul diritto d’autore riservato alle opere fotografiche, comprendente sia il riconoscimento della paternità delle fotografie sia lo sfruttamento economico.

Opere qualificabili come quelle dotate di un carattere creativo e qualificabili come vere e proprie opere dell’ingegno. In subordine gli attori chiedevano al Giudice di riconoscere alle immagini la tutela di cui agli artt. 87 e 88 della legge sul diritto d’autore, comprendente in particolare lo sfruttamento economico, in quanto comunque qualificabili come fotografie meritevoli di tutela, perché caratterizzate da un apporto personale del fotografo. A nulla valeva la difesa dei convenuti, i quali costituitisi in giudizio, rilevavano, tra l’altro, che con la pubblicazione sul social network l’autore delle immagini avrebbe trasferito alla società proprietaria di Facebook tutti i diritti di proprietà intellettuale sui contenuti pubblicati, rinunciando di fatto a sfruttarli economicamente. Il Collegio romano ha difatti accolto il ricorso degli attori e condannato il quotidiano a risarcire l’autore delle fotografie per il mancato sfruttamento economico dei suoi scatti. La decisione del Tribunale ha infatti preso le mosse dalle condizioni di licenza di Facebook, la quale prevede che l’utente è il proprietario di tutti i contenuti e le informazioni pubblicate su Facebook e può controllare in che modo vengono condivisi mediante le impostazioni sulla privacy e le impostazioni delle applicazioni. (…)

Inoltre: l’utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l’utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook (“Licenza IP”). Il tribunale ha rilevato che con la pubblicazione sul social network l’autore delle immagini ha semplicemente concesso alla società titolare una licenza non esclusiva, valida per tutto il mondo e cedibile a terzi, per l’utilizzo dei contenuti pubblicati sino alla loro rimozione, rigettando pertanto le eccezioni del quotidiano e statuendo dunque che l’autore delle immagini rimarrebbe assolutamente legittimato a sfruttare economicamente i propri scatti. Il Tribunale quindi ha disposto che non si trattava di opere fotografiche dove prevale, appunto, la personale impronta dell’autore, ma ha ritenuto, comunque, che non si trattasse di foto “semplici”, che si esauriscono cioè “in una semplice riproduzione documentale di un determinato evento”. Esse pertanto erano meritevoli di una tutela più ampia.

E ciò vale anche per la modalità di divulgazione c.d. pubblica, in quanto tale regola, che consente a qualunque iscritto di poter visionare le pagine facebook degli altri utenti, riguarda esclusivamente le informazioni e non anche i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuali degli utenti, rispetto ai quali l’unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook. Il Tribunale ha cosi riconosciuto il risarcimento del danno sia patrimoniale sia morale al minore, scaturito dalla mancata indicazione della paternità delle foto, condannando in solido giornalista e direttore del quotidiano, nonché il soggetto intervistato che aveva girato le foto al giornale.

Pertanto tutti gli iscritti a Facebook dovranno prestare attenzione all’utilizzo di immagini altrui, perché la legge com’è noto non ammette ignoranza, per evitare cosi di incorrere in guai seri solo per sbirciare e utilizzare gli scatti non di propria produzione.

Avvocato Elena Cassella del foro di Catania

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Redazione NewSicilia



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