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Energie rinnovabili, in arrivo 650 milioni di euro per progetti innovativi

energia
8 mag 2017 - 19:19

Bruxelles ritorna ad occuparsi di energie alternative in agricoltura, le cosiddette “bioenergie”, ribattezzate come “Economia circolare”. La Sicilia è all’avanguardia in tema di Economia circolare. Una prima e concreta applicazione dell’economica circolare nella nostra regione e nel settore vitivinicolo in particolare, è stata dimostrata durante le attività del progetto europeo Vienergy conclusosi lo scorso anno. Capofila del progetto è stato l’Istituto regionale “Vino e Oli di Sicilia”, che ha condotto studi sulla possibilità di riutilizzare tutti gli scarti del settore vinicolo per ottenere materia prima seconda ed energia. In particolare il passaggio più importante ed innovativo, che si lega all’economia circolare, è stata la possibilità di produrre metano sintetico “metano verde” convertendo ed utilizzando l’anidride carbonica dei processi fermentativi.

Tutto ciò renderebbe il prodotto “vino carbon free“, cioè senza alcuno impatto ambientale nelle fasi di produzione e distribuzione. La transizione verso un’economia circolare è un cambiamento strutturale. Oltre alle azioni mirate a ciascuna fase della catena del valore e ai settori chiave, è necessario creare le condizioni che consentano di far prosperare l’economia circolare e mobilitare risorse.

Il sostegno alla ricerca e all’innovazione sarà pertanto un fattore determinante per dare impulso alla transizione, che concorrerà anche a rafforzare la competitività e modernizzare l’industria dell’Unione.

Il programma di lavoro di Orizzonte 2020 per il biennio 2016-2017 comprende un’importante iniziativa, “Industria 2020 nell’economia circolare”, che assegnerà più di 650 milioni di euro a progetti di dimostrazione innovativi che sostengono gli obiettivi dell’economia circolare e la competitività nell’Unione in un’ampia gamma di attività industriali e di servizi, tra cui la trasformazione, la fabbricazione e nuovi modelli imprenditoriali. A questi fondi di Horizon 2020 si aggiungono 4 miliardi di euro presi dai Fondi Strutturali. 

Una relazione recente sottolinea inoltre i benefici di più vasta portata dell’economia circolare, tra i quali la riduzione degli attuali livelli di emissioni di biossido di carbonio. L’azione sul fronte dell’economia circolare è quindi strettamente legata a varie priorità dell’Unione (la crescita e l’occupazione, il programma di investimenti, il clima e l’energia, l’agenda sociale e l’innovazione industriale), come pure agli sforzi messi in atto a livello mondiale per uno sviluppo sostenibile.

Le energie rinnovabili che stanno alla base del progetto “Economia Circolare”, saranno il cardine di questo cambiamento economico e strutturale: per ripensare i nostri modi di produzione e consumo e per trasformare i rifiuti in prodotti ad alto valore aggiunto, avremo bisogno di tecnologie, processi, servizi e modelli imprenditoriali nuovi che plasmeranno il futuro della nostra economia e della nostra società. L’economia circolare darà impulso alla competitività dell’Unione mettendo al riparo le imprese dalla scarsità delle risorse e dalla volatilità dei prezzi e contribuendo a creare sia nuove opportunità commerciali sia modi di produzione e consumo innovativi e più efficienti. Oltre a generare posti di lavoro a livello locale e per tutte le qualifiche, offrendo opportunità di integrazione e coesione sociale, farà risparmiare energia e contribuirà a evitare danni irreversibili in termini di clima, biodiversità e inquinamento di aria, suolo e acqua, causati dal consumo delle risorse a un ritmo che supera la capacità della Terra di rinnovarle.

Maria Morelli

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Redazione NewSicilia



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