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Donna incinta non vuole il bambino: si lancia contro il tavolo per abortire

incinta
25 nov 2016 - 10:11

Una donna di 36 anni è stata condannata oggi a 12 mesi di carcere con la sospensione condizionale dal Tribunale correzionale di Yverdon-les-Bains, un comune svizzero del Canton Vaud, situato nel distretto d’Yverdon.

“Volevo continuare la mia vita” e con questa “giustificazione” ha provocato volontariamente l’interruzione di una gravidanza arrivata a quasi 8 mesi lanciandosi contro un tavolo. Il feto è deceduto. Nella motivazione della sentenza i giudici hanno evidenziato che la donna ha agito con “freddezza ed egoismo” e non ha dimostrato alcun rimorso.

Madre di due bambini, di cui uno è stato abbandonato, la donna non ha interrotto la gravidanza entro il termine legale di 12 settimane benché non volesse un altro figlio. Nel gennaio 2016, quando il feto era giunto fra la trentesima e la trentacinquesima settimana di gestazione, si è lanciata volontariamente a più riprese contro lo spigolo di un mobile.

Nelle settimane precedenti, la donna si era colpita a più riprese il ventre. Durante la gravidanza, inoltre, la donna ha fumato e bevuto regolarmente, nonché consumato almeno a cinque riprese della cocaina. Meno di un mese dopo il dramma è partita in viaggio, pianificato da tempo, con il compagno e il loro figlio.

Secondo il Pubblico Ministero, l’aborto potrebbe essere attribuito al fatto che non voleva annullare il previsto viaggio.

Redazione NewSicilia



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