Giustizia

Il diritto del minore a far sentire la sua voce e il dovere di ascoltarlo

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8 apr 2017 - 06:46

La legge n. 219/12 si inserisce nel solco tracciato dalle Linee Guida Europee del 17 novembre 2010 sulla “child-friendly justice”, ossia una giustizia per il minore vicina a quelli che sono i suoi bisogni e le sue necessità. La legge 219/12 ha introdotto nel codice, in materia di filiazione, l’art. 315 bis c.c., norma che riconosce una maggiore “centralità” al ruolo del minore sia all’interno del processo, estendendo le possibilità di ascolto del minore a tutti i procedimenti che lo riguardano, sia nella relazione con i genitori, introducendo e, nel contempo, rafforzando il concetto di “responsabilità genitoriale”.

ll nuovo art. 315 bis c.c. stabilisce che il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano ed estende l’ascolto del minore ad ogni procedimento che riguarda la prole minorenne, a prescindere dall’oggetto.

La portata innovativa della norma rappresenta nel contempo il punto di arrivo e il punto di partenza di un percorso, lungo e faticoso, di emancipazione del minore da oggetto di protezione all’interno della famiglia a soggetto di diritti. È un punto di arrivo, poiché per la prima volta il Legislatore nazionale, compulsato dalle istanze europee ed internazionali, ha elevato il minore a titolare di un vero e proprio diritto a far sentire la sua voce in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.

Il nuovo art. 315 bis, comma 3, c.c. rappresenta, in qualche modo, il grimaldello normativo teso a scardinare definitivamente l’idea, assai diffusa purtroppo tra molte coppie di genitori italiani, di sentirsi padroni dei figli; una rivoluzione culturale necessaria perché proprio nella fase patologica e conflittuale della loro unione, coniugale o di fatto che sia, i figli diventano meri oggetti da contendersi e perfino da espropriare, un bottino di guerra da conquistare, l’escamotage per ottenere l’assegnazione della casa coniugale o l’assegno di mantenimento o, comunque, per acquisire maggiore potere nel conflitto in atto, o da usare, perfino, come armi di belligeranza occulta nell’ambito di una separazione o di un divorzio contenzioso.

Di questo e di altro ancora si parlerà al convegno organizzato dall’Associazione Penelope Sicilia dal titolo “La tutela legale del minore in ambito civile e penale” che si svolgerà a Biancavilla l’11 aprile 2017 dalle ore 15,30 alle 19,30, nell’aula consiliare del Comune ed avrà per oggetto l’analisi delle nuove tutele riconosciute al minore nelle controversie civili e penali.

Alla luce del fatto che negli ultimi anni si sono registrati importanti progressi sul tema, il principio di assoluta preminenza dell’interesse del minore, infatti, ha dato propulsione a innovazioni giuridiche particolarmente significative in termini di tutela minorile. La decade 2006-2016, ha conosciuto l’introduzione di importanti innovazioni legislative in tema di diritto di famiglia e di diritto dei minori. Anzitutto con la riforma in materia di separazione e affidamento dei figli (legge n. 54 del 2006), quindi con la riforma della filiazione (d.lgs. 154/2013) che ha introdotto la regola dell’ascolto del minore per i provvedimenti che lo riguardano (art. 337 octies c.c.).

La legislazione Italiana dopo aver ribadito la centralità dell’ascolto del minore nei procedimenti che lo riguardano (legge 54/2006) è tornata recentemente sull’argomento inserendo nella legge 219/2012 la disposizione sopra richiamata che prevede il diritto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.

Anche le nuove tutele in tema di cyberbullismo e di prevenzione del fenomeno saranno oggetto dell’intervento dei relatori. Il 20 Settembre 2016 è stata approvata alla Camera dei Deputati la proposta di legge contenente “disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Il testo, che si compone di sei articoli, ruota attorno all’obiettivo di attivare una strategia integrata di contrasto.

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Alla fotografía dell’attuale situazione siciliana di tutela sarà dedicato, invece, l’intervento del garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Sicilia. Parteciperanno al convegno in qualità di relatori: la dott.ssa Marisa Scavo, procuratore distrettuale aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Catania, che, da anni, coordina il poll antipedofilia, e si occupa di violenza contro le donne, stalking, violenze sessuali, femminicidi e reati contro la famiglia; il dott. Luigi Bordonaro, garante per l’infanzia e l’adoloscenza della Regione Sicilia, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, componente dell’Osservatorio interistituzionale per la dispersione scolastica e autore di numerose pubblicazioni sul disagio giovanile nonché sulla devianza e dispersione scolastica, che ha sempre collaborato con le istituzioni al fine di garantire e promuovere la piena attuazione dei diritti dei minori; l’avv. Antonio Maria La Scala, presidente nazionale Penelope, responsabile e coordinatore nazionale Penelope del servizio di assistenza legale alle famiglie delle persone scomparse, professore universitario e avvocato penalista con sede a Bari specializzato in diritto penale. “Tre cose ci sono rimaste nel paradiso: le stelle, i fiori e i bambini“.

Avv. Elena Cassella del Foro di Catania

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Redazione NewSicilia



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