Intervista

Dario Cassini: “Mi piace raccontare le donne ma non riuscirò mai a capirle”

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16 mar 2017 - 09:13

CATANIA - Occhi azzurri, sorriso sornione e grande simpatia. Sulle donne ha detto di tutto esasperandone nei suoi libri e sul palcoscenico pregi e difetti.

Parliamo di Dario Cassini attore comico innamorato della Sicilia e della sua cucina. Ritorna a Catania per lo spettacolo “Officine Gatto Blu” alla Sala Harpago in scena giovedì 16 marzo alle ore 21.

Ospite della puntata conclusiva di “Meraviglioso”, lo incontriamo poco prima dell’esibizione facendoci travolgere dalla sua allegria contagiosa. Sin dai suoi esordi ha raccontato le donne con le loro manie e i loro vezzi fino al punto, a volte, di ridicolizzarle un po’.

Cos’è una vendetta per qualche torto subito o un gesto d’amore dalla complicata interpretazione? (ride) “Mi piace parlare delle donne, perché m’incuriosisce la loro logica ma sono molto lontano dal capirle”.

Non solo attore ma anche autore di libri. Scala le classifiche con “Tranne mia madre e mia sorella” un libro divertente e dissacratorio che parla del complicato rapporto fra uomini e donne… “Fu un trionfo senza precedenti, rimase primo in classifica per oltre quindici giorni ed utilizzava i colori del malox ovvero il rosso, il nero e il bianco. (ride) Il titolo era ovviamente provocatorio, gli altri libri sono andati bene ma questo è stato il primo vero successo”.

Il grande exploit arriva con Le Iene nel 1997 fino ad arrivare ai giorni nostri al pm Gualtiero Ferri in Don Matteo 10. Qual è il suo rapporto con la televisione? “Conflittuale. La tv ti rende popolare ma subito dopo si cerca professionalmente qualcosa di diverso. Fortunatamente le tre trasmissioni importanti della mia vita: Le Iene, Zelig e Colorado sono quelle che avrei guardato anche come telespettatore”.

Ritorna spesso in Sicilia ed è facile vederla sul palco della sala Harpago con quelli del Gatto blu o camminare per le vie del centro della nostra città. Ci racconta qual è il legame con la nostra terra? “Il mio affetto per Catania non è finto. Qui mi trovo bene e mio figlio già a soli quindici mesi è stato in Sicilia cinque volte posso dire che è cresciuto ad arancini e cannoli”.

Attore, scrittore e… ci svela, prima di salutarci, una sua dote nascosta? “Cucino davvero come un professionista, è una di quelle cose di cui non mi stancherò mai di fare. In Sicilia si parte avvantaggiati, perché qui si mangia da Dio e a volte durante gli spettacoli penso alla cena che andrò a gustare”.

 

Elisa Guccione

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Redazione NewSicilia



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