Giustizia

Cani e gatti diventano impignorabili: modificato l’art. 514 c.p.c.

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6 feb 2016 - 07:47

Con l’entrata in vigore il 2 febbraio 2016, della Legge 28 dicembre 2015, n. 221, (Green economy), pubblicata sulla G.U. del 18 gennaio 2015, n. 13, diventano assolutamente impignorabili, gli animali di affezione o da compagnia e quelli impiegati per fini terapeutici. Infatti l’art. 77 della green economy modifca l’art. 514 cpc rubricato cose mobili assolutamente impignorabili aggiungendovi i commi 6 bis e 6 ter e prevedendo l’impignorabilità degli animali di affezione o da compagnia tenuti nella casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi, alimentari o commerciali e gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli. Nel caso in cui il creditore, quindi, promuova un pignoramento mobiliare presso la residenza del debitore gli animali domestici, quelli cioè da compagnia (o anche detti d’affezione), come il cane, il gatto, il criceto, il coniglietto, i pesci nell’acquario non possono essere più pignorati dall’ufficiale giudiziario. Non sono pignorabili anche gli animali di assistenza del debitore o del coniuge, del convivente o dei figli: si pensi al cane guida per ciechi o gli animali utilizzati a scopo terapeutico: evidente il richiamo alla cosiddetta pet therapy, una forma di medicina volta a curare, tra le altre cose, la depressione attraverso il contatto con gli animali.

Restano esclusi dal divieto di pignoramento gli animali da allevamento come gatti e cani mantenuti solo allo scopo riproduttivo e sfruttati per la successiva vendita a privati. Si pensi ai numerosi allevamenti di animali ad uso domestico presenti in tutta Italia.

Con la modifica dell’art 514 c.p.c viene eliminata l’ennesima contraddizione del nostro sistema giuridico: da una parte il codice penale equipara gli animali alle persone per quanto riguarda i maltrattamenti ed il diritto alla vita, dall’altra il codice civile li considerava, ancora, semplicemente dei beni materiali. Si tratta, quindi, di un riconoscimento dell’identità giuridica degli animali e di un passo avanti nella tutela e nella difesa dei loro diritti.

Avv. Elena Cassella del Foro di Catania

Redazione NewSicilia



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