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Banchetto di nozze “avariato”, gli sposi: “Vogliamo giustizia non i soldi del ristorante”

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14 set 2017 - 08:26

Quello che doveva essere il giorno più bello della loro vita si è trasformato in tragedia diventando, invece, uno di quei giorni da dimenticare: un banchetto di nozze “avariato” con un centinaio di intossicati, e non trenta, come si era detto in un primo momento, e un morto

La causa, a distanza di ore, sembra trovare conferma nella diagnosi di intossicazione alimentare. Facciamo un passo e indietro e ricostruiamo il matrimonio di Valentina e Fabrizio, i neo sposi di Alpignano che, sabato scorso, hanno convolato a nozze a Caselette. 

Dopo un anno di preparativi il grande giorno era arrivato: i due ragazzi si sposano in Comune, a Caselette, facendo due feste. La prima, sabato sera, con tanti amici e gli allievi del marito che insegna arti marziali. La seconda, invece, domenica a pranzo, con ben 120 invitati. 

Cerimonia all’americana nel parco, musica, e “buon cibo”, visto che i protagonisti erano andati a provare il menù del grande giorno per ben tre volte, e dopo i primi problemi: “Ci sembrava tutto bellissimo – ha raccontato Valentina a ‘La Stampa’ – però qualcuno degli invitati ci ha segnalato un’insolita presenza di insetti, in particolare mosche e vespe, che ronzavano attorno ai tavoli. Altri si sono lamentati di alcune portate, il polipo con patate e un tortino di verdure, che sembravano troppo crudi”. 

Nonostante tutto, i festeggiamenti proseguono. Valentina e Fabrizio vanno a dormire in un bed&breakfast, ma già nella strada del ritorno arrivano le prime telefonate. Molti degli invitati accusavano dolori intestinali e stavano recandosi in ospedale. Per uno di loro, in particolar modo, la situazione sembrava essere più complicata del previsto: e così è stato. Lo zio Pierino è deceduto al San Giovanni Bosco. 

Gli sposi contattano i carabinieri del Nas e da lì scattano le indagini. “Avevamo chiamato i gestori del ristorante – continua Valentina – che in un primo momento hanno negato qualsiasi responsabilità. Poi, nell’ultima telefonata il titolare si è detto disponibile a un risarcimento. L’unica cosa che ci dà la forza di andare avanti è la voglia di giustizia. Tutto il resto, pranzo di nozze compreso, vogliamo cancellarlo dai nostri ricordi”. 

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Redazione NewSicilia



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