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Ariana Grande: una stella nel dramma

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28 mag 2017 - 06:53

Quando si è piccoli il mondo viene spesso tradotto con altri linguaggi, visto con altri occhi. Un bambino che per la prima volta vede la luna piena su nel cielo viene completamente rapito da quell’immagine cercando di manifestare agli adulti tutto il suo stupore e resta lì a fissarla per minuti. Quando si è adulti, invece, ci si dimentica persino che le nuvole nel cielo possono anche trasformarsi in disegni che variano a seconda dell’immaginazione della mente che li osserva. Diamo tutto ormai per scontato. La vita stessa. Ripensandoci bene ai miei tempi era tutto molto più semplice. Si poteva giocare fuori sino all’imbrunire magari a pallavolo imitando i nostri beniamini dei cartoon oppure all’hula hoop che ti trascinava in quel vortice di felicità, quella che bastava perché felici lo si era per davvero. Oggi si ha tutto e troppo.

Si passa da neonati ad adulti. Come succede alle star e com’è successo anche ad Ariana Grande Butera. Correva l’anno 1993: quando io mi emozionavo a ballare sulle note del brano “The summer is magic” di Corona al Festivalbar, lei nasceva in quello stesso anno.

Sin da piccola si appassiona al canto, al ballo e alla recitazione tanto che a soli 4 anni viene chiamata da Nickelodeon per un ruolo nello show ”All that”. A 8 anni è già attrice in una compagnia teatrale per bambini. Musica e teatro saranno le mani che la condurranno in questo magico mondo fatto di fans, viaggi per il mondo ma anche di media, paparazzi e di nessuna privacy. Nel 2011 pubblica il suo primo singolo “Put your hearts up” in collaborazione con diversi artisti come Jessi J. la rapper Nicki Minaj duettando nel singolo “Bang Bang” scalando velocemente le classifiche ormai moderne di iTunes.

La strada del successo ormai è spianata e in contemporanea arrivano anche i primi concerti che terrà in giro per il mondo. Come quello in Italia del 25 Maggio 2014 esattamente al Mediolanum Forum di Milano, durante il quale la cantante si commuove ricordando i momenti più belli che ha vissuto nella sua terra d’origine. Scommetto, infatti, che non sapevate che Ariana ha origini italiane: siciliane e abruzzesi ad esser precisi e a dimostrarlo è lo splendido duetto che la vede protagonista insieme al tenore lirico Andrea Bocelli per il brano “E più ti penso”, perfettamente in lingua italiana. Nel 2016 collabora con con il re della musica soul Stevie Wonder per il singolo “Faith”, appunto, ”Fede” e ce ne vorrà tanta per dimenticare la sera del 22 MAGGiO 2017.

In occasione del suo terzo tour mondiale “The dangerous woman tour” poco dopo la fine del concerto la struttura della Manchester Arena è stata teatro di un attacco terroristico di un “giovane assassino” di soli 22 anni, Ramadan Abedi, che si è fatto esplodere per degli “ideali” a cui credeva e che non hanno ragione di esistere, portandosi via con sè e per sempre le vite di 23 anime, la più piccina di soli 9 anni, che non rivedranno mai più la luce del sole e non udiranno mai più la voce della loro beniamina che col viso sconvolto in un’intervista dichiarerà di non voler mai più tenere alcun concerto.

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Nella vita sono tanti i “perché” senza risposta come la domanda “perché doveva finire così?” è tra questi i tanti interrogativi che non troveranno mai alcuna risposta se non nella rassegnazione umana che solo il tempo di questo mondo riesce a darci col pensiero che certamente domani è un altro giorno.

Barbara Gricoli

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Redazione NewSicilia



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