Allarme

Amazon blocca la vendita di un sapone per bambini contaminato da un batterio nocivo

bagnetto
2 set 2017 - 16:23

Amazon ha deciso di bloccare la vendita di alcuni saponi per l’igiene del neonato dopo che l’azienda Handi-Craft Company ha ritirato il detergente il 30 agosto.

Il prodotto era contaminato da batterio nocivo che può provocare malattie, anche gravi. Questo bacillo può causare infezioni all’origine di setticemie, polmoniti, congiuntiviti, cistiti e riniti. Interessato dal richiamo anche sapone liquido per piatti.

I saponi interessati dal richiamo sono stati venduti tra settembre 2016 e giugno 2017 non solo online su Amazon.com ma anche a livello nazionale negli USA nei negozi e farmacie 4 Our Little Ones, Babies R’ Us, Bebeang, Buy Buy Baby, Drugland Pharmacy, Family First Pharmacy, Global Nutrition Trading, Macro and Turquoise.

Nello specifico si tratta dei saponi Dr. Brown’s Natural Bottle & Dish Soaps.

La Consumer Product Safety Commission (Cpsc), l’agenzia per la sicurezza dei consumatori americana, ha deciso di intervenire, diramando un avviso piuttosto allarmante sul proprio sito e sulla pagina Facebook: “I consumatori dovrebbero immediatamente interrompere l’uso della bottiglia e del sapone da cucina richiamati e contattare l’azienda per le istruzioni su come ricevere una bottiglia di ricambio di sapone riformulato o merce paragonabile di valore uguale o inferiore. Bottiglie e piatti puliti con il sapone richiamato devono essere bolliti o sanificati nella lavastoviglie.”

È da precisare che Amazon, che pure produce alcuni articoli con il proprio marchio, non fabbrica saponi, ma alcuni produttori si sono serviti della piattaforma per commercializzare i propri prodotti.

Mentre Handi-Craft Company e la Safety Commission degli USA nei messaggi lanciati sui i propri siti internet raccomandavano di non utilizzare i saponi, gli articoli venivano rimossi dalla piattaforma di e-commerce di Amazon “per cautela”, cioè per salvaguardare il gruppo da eventuali conseguenze legali, per aver venduto dei prodotti sotto accusa.

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Redazione NewSicilia



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