Giustizia

Addio Equitalia, ma la “Riscossione” resta!

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29 ott 2016 - 06:20

Qualche giorno fa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto n. 193/2016, detto decreto fiscale, che prevede un’importante novità: la soppressione di Equitalia e il ritorno della riscossione in mano pubblica. In particolare, già dal 1° luglio 2017, Equitalia verrà assorbita dall’Agenzia delle Entrate, che ne acquisirà azioni e subentrerà a titolo universale in tutti i suoi rapporti giuridici, estromettendo anche l’INPS. Verrà dunque creato un nuovo ente pubblico, chiamato “Agenzia delle Entrate – Riscossione”, che proprio grazie a un totale accesso alle banche dati di Equitalia, quindi a tutti i dati relativi ai contribuenti, ed eliminando la fase di ulteriore trasmissione di dati ad un ente privato, garantirà un potenziamento e un’accelerazione dell’attività di riscossione coatta: a ciò si aggiunge la sua sottoposizione ad un potere di vigilanza da parte del Ministero dell’Economia.

Tale passaggio di ruolo non faciliterà di certo l’evasione, ma produrrà un non irrilevante risparmio per i contribuenti; verrà, infatti, sanato in alcuni casi quasi il 40% dell’importo della cartella di pagamento prese in carico dagli agenti della riscossione dal 2000 al 2015, poiché verranno cancellati, per tali carichi:

- Sanzioni e interessi di mora;

- Sanzioni aggiuntive dovute anche sui contributi previdenziali.

Coloro i quali volessero aderire a tale sanatoria, che consente anche di dilazionare le somme dovute in 4 rate, dovrà presentare l’istanza entro e non oltre il 22 gennaio 2017, cosicchè l’Agenzia – Riscossione possa ricalcolare il debito dovuto. Inoltre, tra le novità di maggior rilievo introdotte con il decreto fiscale, vi è l’obbligo dei contribuenti, a partire dal 1° gennaio 2017, di presentare delle comunicazioni trimestrali IVA, sostitutive del precedente spesometro.

Infine, per la voluntary disclosure (la possibilità, per gli italiani che detengono attività finanziarie e patrimoniali all’estero non dichiarate al Fisco, di regolarizzare volontariamente la propria posizione pagando le imposte e le sanzioni), varranno le stesse regole valide per il 2016, salvo alcune piccole varianti.

Avvocato Elena Cassella del foro di Catania

Redazione NewSicilia



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