Mercatino

Vittoria, la solidarietà di Fratelli d’Italia ad Antonio Prelati

moscato nicosia
22 giu 2015 - 16:50

VITTORIA - L’affaire “mercatino” continua a far discutere. Al centro delle polemiche la contrapposizione tra Antonio Prelati, presidente dell’Ascom, e l’amministrazione.

Prelati è stato diffidato dalla questura a partecipare al sit in di protesta dello scorso sabato. Per il Pd le sue posizioni sono “assolutamente incomprensibili e sicuramente strumentali, in quanto è entrato a pieno titolo nella campagna elettorale in contrapposizione a questa amministrazione comunale”.

All’esponente dell’Ascom è giunta la solidarietà di Fratelli d’Italia, con una nota firmata dai consiglieri Giovanni Moscato, Andrea Nicosia e dal portavoce cittadino Salvatore Sallemi.

 “Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà al presidente Antonio Prelati colpito da una diffida che non gli ha consentito, lo scorso sabato, di poter prendere parte alla protesta – pacifica e civile – degli operatori del mercatino”.

“E’ palese che nel “regno” di Palazzo Iacono – spiegano i consiglieri – ormai si sia persa la misura. Non bisogna disturbare il manovratore che decide, senza dialogo e confronto, di chiudere il mercatino. Nonostante le proteste e gli inviti a tornare indietro si siano mantenuti nell’alveo della civiltà e della buona educazione il sindaco Giuseppe Nicosia si è scagliato contro Antonio Prelati, reo di aver soltanto manifestato un pensiero non allineato”.

“Chi la pensa diversamente a Vittoria – proseguono Moscato, Nicosia e Sallemi – e ha la fierezza di non assecondare il sindaco subisce una “purga”. Sono metodi che inorridiscono e che danno il polso della democrazia, ormai morta e sepolta, in città”. “

“Si chiamano Partito Democratico ma di autenticamente democratico non hanno nulla – conclude la nota -. Festeggiare per la diffida ed il divieto di un rappresentante di categoria a partecipare ad una manifestazione civile è di una grettezza morale inaudita. Staremo sempre a fianco delle persone e delle voci libere di Vittoria”.

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Andrea Sessa



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