Denuncia

Vittoria, lettera aperta dell’imprenditore che attende 130mila euro dall’Emaia da un lustro

emaia
9 dic 2015 - 17:55

VITTORIA - Ha scritto una lettera aperta per denunciare il mancato saldo di alcuni lavori eseguiti nel 2010 all‘Emaia per un valore complessivo di 130mila euro e chiede di essere ascoltato. 

Giuseppe Campo, imprenditore ipparino, racconta di aver eseguito i lavori e di essersi esposto con le banche per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione dei capannoni dell’Emaia certo che non vi sarebbero stati problemi sul successivo pagamento.

“Pensando che mai un’azienda municipalizzata del Comune di Vittoria - spiega l’imprenditore – potesse venir meno ai propri obblighi, ho atteso pazientemente: inutilmente però, posto che i mesi passavano e ad oggi dopo cinque lunghi anni l’ente Fiera continua a non corrispondermi quanto dovuto. Essendo stato nel frattempo diffidato dalle banche a rientrare dai prestiti avuti, in piena sofferenza economica, mi sono visto costretto a promuovere giudizialmente un’ingiunzione di pagamento in danno della Fiera Emaia”.

Con l’insediamento del commissario straordinario era stato concordato un piano di rientro dal debito ma che si è interrotto  con il nuovo corso della presidenza Emaia.

“Nel frattempo i costi che ho dovuto sopportare per le infruttuose azioni legali sino ad oggi esperiteaggiunge il signor Campo - sono stati pesanti e le banche hanno già provveduto ad aggredirmi, tanto da essere ormai giunto al collasso economico-finanziario. Più che alla mia persona, è ai miei dipendenti e alle loro famiglie che è soprattutto rivolta la mia preoccupazione”.

Sul caso è intervenuto il consigliere Giovanni Moscato che ha espresso solidarietà e ha attaccato duramente il Pd ricordando le denunce relative “agli oltre 3 milioni di euro di debiti accumulati dagli uomini di punta dei democratici, gli stessi uomini – come l’attuale presidente del consiglio comunale Salvatore Di Falco – che non sono riusciti a gestire un patrimonio di Vittoria calpestando i cittadini”.

Moscato evidenzia come a Vittoria vi siano “cittadini di serie A e altri di serie B” spiegando: “Il progettista di quei lavori per il padiglione B, la sala convegni e l’area ristoro è stato subito pagato mentre l’imprenditore, dopo essersi esposto con le banche e un’ingiunzione di pagamento, sta ancora aspettando dopo cinque anni”.

“Questo è l’ennesimo schiaffo – prosegue l’esponente consiliare - ai cittadini dato con arroganza e disprezzo che getta nel discredito più totale le istituzioni cittadine. Perché a Vittoria si può lavorare solo se si ha un determinato cognome o se si fa parte di un cerchio magico. Così quando i nostri imprenditori falliscono, i nostri figli sono costretti a emigrare, la nostra città precipita nel degrado si saprà chi ha contribuito al disastro”.

Così Moscato conclude la sua nota chiedendo un intervento immediato dell’attuale presidente Tolomeo: “Il nuovo corso Emaia si vanta di contratti milionari per l’ultima edizione con cifre intorno ai 500mila euro, come ha dichiarato alla stampa, perché non provvede immediatamente a saldare il lavoro del signor Campo e dei tanti altri imprenditori che da anni attendono di essere pagati?”.

 

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Andrea Sessa



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