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Vittoria, i consiglieri “tirano fuori” i gettoni e l’indennità del presidente

consiglio
4 giu 2015 - 12:53

VITTORIA – Ieri sera il dibattito in sala Carfì si è protratto sino a tarda sera e non sono mancati i momenti di tensione ma alla fine l’opposizione l’ha spuntata e con un emendamento al regolamento del consiglio – presentato da Giovanni Moscato come primo firmatario – è stato approvato dalla totalità dei presenti tranne uno, l’assessore e consigliere Elio Cugnata.

La rivoluzione copernicana riguarda il gettone di presenza: i consiglieri comunali non lo riceveranno più (ammonta a circa 30 euro netti a seduta) e nemmeno il presidente del consiglio avrà la sua indennità.

C’è chi – come Moscato – ha annunciato di voler rinunciare al gettone sin da subito e chi come l’assessore Cugnata ha dissentito pubblicamente. Il voto di ieri che ha tagliato il gettone è frutto di uno scontro politico e istituzionale andato in scena già nella scorsa seduta tra l’assessore e segretario Pd Francesco Cannizzo e l’opposizione.

Quest’ultima in un durissimo comunicato stampa a firma del segretario dem era stata attaccata per il “clima forcaiolo” che si era creato sull’emendamento in questione ed erano stati fatti dei riferimenti alle convocazioni delle commissioni consiliari effettuate “per amor” di gettone.

Un attacco che ha fatto infuriare diversi consiglieri che ieri sera in aula hanno stigmatizzato il comunicato di Cannizzo chiedendo scuse pubbliche che, però, non sono arrivate. Da qui la decisione di mostrare i muscoli e l’orgoglio per rinunciare al gettone di presenza.

“Un gesto di grande dignità morale del senato della città che ha dimostrato, ancora una volta, di saper volare alto e svettare sulle polemiche ingenerate ad arte che si sono rivelate uscite a vuoto” hanno commentato così in una nota i consiglieri Moscato, Nicosia, Mustile, Garofalo, La Rosa, Barrano, Cirica, Caruso e Sanzone.

“Con la nostra ferma rinuncia al gettone di presenza – proseguono i consiglieri – abbiamo voluto lanciare un segnale forte e netto di responsabilità a tutti i cittadini mettendo in campo unicamente la nostra passione politica. D’ora in poi chi rappresenterà i vittoriesi lo farà soltanto per onorare il mandato ricevuto dagli elettori”. “Non si tratta di una banale concessione alle logiche imperanti del populismo spicciolo o dell’anti politica dilagante – sottolineano – ma di una battaglia di principio per rivendicare con fierezza il lavoro svolto durante il nostro mandato che prescinde e prescinderà dal gettone di presenza”.

“Abbiamo inoltre – proseguono i consiglieri – voluto rispondere in maniera tangibile a chi, con chiacchiere inutili e prive del seppur minimo fondamento di verità, ci ha accusato tramite un inqualificabile comunicato stampa con menzogne e calunnie. Noi, in aula e a viso aperto, abbiamo compiuto un atto di dignità e responsabilità nei confronti della città rinunciando al gettone di presenza, divenuto ormai tristemente noto per i vari scandali scoppiati in alcuni comuni”. 

Adesso si dovrà attendere l’approvazione del regolamento del consiglio per dare operatività al taglio. Intanto la prossima mossa dell’opposizione è quella di cercare di sfiduciare l’assessore Cannizzo, tirato in ballo anche per alcune questioni di incompatibilità e di conflitto d’interessi.

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Andrea Sessa



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