Bilancio

Vittoria, Fiera Emaia disastrata. Moscato (FdI): “Malgoverno degli esponenti Pd”

emaia
10 giu 2015 - 10:31

VITTORIA - Il bilancio consuntivo dell’Emaia 2014 certifica perdite milionarie e lo stato di un ente che, negli anni, non si è mai risollevato e nel momento in cui aveva iniziato un percorso virtuoso con una gestione commissariale è stato riaffidato in mani “politiche”.

I numeri li diffondono i consiglieri di Fratelli d’Italia Giovanni Moscato e Andrea Nicosia che si complimentano, ironicamente s’intende, con il sindaco per il trattato “di malgoverno redatto con machiavellica bravura” contenuto nel bilancio Emaia.

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Le perdite dell’Emaia ammontano a 938mila euro per l’anno 2014 e sono quadruplicate rispetto al precedente dove si registrava un passivo di 200mila euro.

Per i consiglieri si tratta di “un bilancio che dimostra in maniera inequivocabile il fallimento del sistema feudale del sindaco e dei suoi accoliti siano essi Salvatore Di Falco, Giovanni Denaro, Angelo Fraschilla o Paolo Sbezzo”.

Ma sono aumentati anche i debiti e il valore del patrimonio netto si è dimezzato passando da 2 milioni e 100mila euro a poco più di 1 milione. I dati delle varie fiere tenutesi hanno tutti il segno meno davanti, segno che nessuna di esse ha funzionato e si sono sommate perdite su perdite.

Medexpo registra un passivo di 46mila euro, Motoexpo di 79mila, la Campionaria di 100mila, Agrem di 74mila e Kamò di 62mila.

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Moscato e Nicosia ricordano che la gestione del commissario Sulsenti e del direttore Di Blasi aveva cercato di “fare uscire l’ente fieristico dal guado pur con scelte dolorose come la cassaintegrazione dei dipendenti”.

“Esprimiamo apprezzamento – sottolineano Moscato e Nicosia – per l’operato del commissario Sulsenti che ha lavorato proficuamente e a titolo gratuito dando il là a un percorso virtuoso e di austerità. Il direttore Di Blasi aveva dimezzato la sua indennità e insieme stavano cercando di colmare il debito verso i fornitori”.

Inoltre il consiglio comunale aveva approvato un’anticipazione di 250mila euro per salvare l’ente ma la successiva nomina di Tolomeo ai vertici dell’Emaia, secondo gli esponenti di FdI, vanificherebbe tutto il lavoro svolto.

“Sono abilissimi - tuonano i consiglieri contro il sindaco e il Pd – a distruggere le aziende che gestiscono basti pensare alla fine che ha fatto l’Amiu sommersa dai debiti. Gli uomini del Pd (Di Falco, Fraschilla, Denaro, Sbezzo) hanno distrutto l’Emaia e adesso il sindaco ha interrotto il percorso di risanamento esautorando il commissario Sulsenti per piazzare gente senza alcuna esperienza gestionale come Tolomeo. Purtroppo il declino dell’Emaia è irreversibile: un’azienda con 3 milioni di euro di debiti e che non produce utili”.

E il canto del cigno dell’Emaia fa il paio con quello dell’Amiu.

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Andrea Sessa



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