Commercio

Vittoria, bagarre sul mercatino del sabato. Mezza città non ci sta ma il sindaco lo chiude

nicosia
Il sindaco Giuseppe Nicosia
19 giu 2015 - 11:48

VITTORIA - Indubbiamente sarà un sabato diverso e parecchio “movimentato“. Come già annunciato dal sindaco il mercatino non ci sarà e alcune forze politiche e sociali protesteranno contro la decisione adottata dal primo cittadino per punire chi sporca.

In una nota – seguita a una settimana di comunicati di fuoco da parte di Fratelli d’Italia, Sel, l’Ascom e il Movimento Cinque Stelle – Nicosia spiega che “la decisione è motivata dallo stato di degrado e di sporcizia in cui viene lasciata l’area e che sabato scorso ho avuto io stesso modo di constatare, subito dopo che gli ambulanti erano andati via”.

Inoltre in mattinata il sindaco ha inviato una missiva ad Ascom e Confesercenti, in risposta alle note che le stesse organizzazioni di categoria avevano fatto pervenire nei giorni scorsi all’amministrazione.

Il sindaco ha evidenziato che in passato le stesse associazioni di categoria avevano segnalato i disagi del mercatino e ha dato disponibilità per un incontro.

“Nel contempo- aggiunge Nicosia – ricordo che base del confronto non può che essere – comunque – il rispetto del principio che, a prescindere da qualunque controllo da parte dell’Emaia o degli uffici comunali, le aree pubbliche devono essere lasciate, da chi le utilizza, sgomberi da tutti i rifiuti, a prescindere da qualunque ulteriore intervento dei titolari della gestione dell’area”.

I grillini rilevano in una nota che “il mercatino settimanale è sprovvisto dei contenitori e/o degli spazi appositi dove allocare, in attesa del ritiro, dei rifiuti particolari quali cartoni e plastica, ma soprattutto, nessuno ha finora emanato precise disposizioni alla Polizia Municipale di intervenire”.

Inoltre i pentastellati spiegano che la decisione del sindaco danneggia “i cittadini vittoriesi che nel mercatino settimanale del sabato trovano un modo per contenere le spese facendo dei buoni affari contenendo i costi in particolar modo in questo periodi di grave crisi economica, i contadini che in quell’occasione vendono i loro prodotti a km.0, quegli ambulanti che nel loro piccolo usano il buon senso di rispettare l’ambiente ed anche coloro i quali provenendo da città limitrofe vi si recano ad effettuare i loro acquisti”.

 

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Andrea Sessa



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