Intervista

Moscato (FdI): “Vittoria ammorbata dai professionisti della legalità e dell’incoerenza”

giovanni moscato
Giovanni Moscato, consigliere di Fratelli d'Italia
14 apr 2015 - 06:00

VITTORIA - Il consigliere di Fratelli d’Italia Giovanni Moscato ribatte colpo su colpo al sindaco Giuseppe Nicosia, intervistato da NewSicilia.it, a margine del comizio tenutosi domenica scorsa. Senza peli sulla lingua Moscato denuncia un “sistema di gestione familiare e privatistico della cosa pubblica” e – per dirla con Sciascia – una città “ammorbata dai professionisti della legalità, dell’antimafia e dell’incoerenza”.

- Consigliere la sentenza del Tar è stata accolta favorevolmente dal sindaco che ha parlato di un tentativo fallito di “mummificare la città”. Qual è la sua posizione alla luce del risultato giudiziario?

“L’unica sconfitta è della città. Per la revisione dello schema di massima prg sono passati otto anni per volontà dell’amministrazione che lo ha tenuto per anni nei cassetti. il Tar ha annullato l’intera delibera per motivi procedurali e non è entrato nel merito dell’emendamento, ciò a conferma del buon lavoro fatto e della corretta interpretazione dello stesso che andava contro speculazioni e cementificazione selvaggia. L’amministrazione ci ha criticato ma il Tar ha detto che sono stati violati i diritti dei consiglieri perché all’emendamento non è seguita una trasposizione cartografica. Non commentiamo la sentenza ma la impugneremo al Cga. Dire che quel prg voleva mummificare l’imprenditoria e la città è una falsità: per quanto concerne le zone alberghiere il sindaco continua a raccontare menzogne. Noi abbiamo previsto una zona tr che prevede centinaia di migliaia di metri quadri per zone alberghiere e inoltre. Cosa diversa sono gli investimenti fuori piano regolatore approvando varianti e su questo interverremmo. Spero che intervenga la procura: vogliamo capire come un terreno agricolo possa diventare edificabile e quindi passare da poche centinaia di euro a moltiplicare il suo valore”.

- In consiglio non è stata approvata la commissione d’indagine sull’Emaia. Cosa è accaduto e quali le vostre richieste?

“E’ stato un fatto grave la non approvazione della commissione d’indagine. L’Emaia ha presentato negli ultimi tre anni bilanci negativi e qualcosa nella gestione dell’azienda non è andata. Noi come consiglio comunale siamo l’assemblea dei soci della Fiera e abbiamo il diritto di capire che è successo. Un diritto dell’opposizione ma anche della maggioranza e tutti i consiglieri avrebbero dovuto votare la commissione. Parte del Pd e anche dell opposizione – e noi abbiamo fatto nomi e cognomi – non l’ha votata e nelle prossime settimane la proporremmo nuovamente. Ricordiamo che il cda è nominato dal sindaco e basta vedere gli ultimi nominativi; partiamo da Salvatore Di Falco, oggi presidente del consiglio, dell’ex direttore Angelo Fraschilla, oggi esperto del sindaco, Paolo Sbezzo candidato nelle liste del sindaco nonché presidente de I soci e per ultimo Giovanni Denaro presidente provinciale del Pd nonché neo esperto dell’agricoltura. Tutti uomini di fiducia del sindaco e se Nicosia ritiene di non aver bisogno della commissione d’indagine allora avrebbe dovuto controllare meglio i suoi. La GdF è entrata all’Emai e lo sappiamo tutti. L’allegra gestione dell’Emaia fa il paio con quella dell’Amiu: le due municipalizzate sono saltate grazie alla gestione degli uomini di Nicosia”.

- Avete denunciato una raccolta differenziata ferma al 5% e lo stesso sindaco ha parlato di un fallimento. Di chi sono le responsabilità?

“Nicosia amministra da 19 anni: 10 da vicesindaco e 9 da sindaco. E’ l’amministrazione che deve prendersi oneri e onori e un unico responsabile è il sindaco. Sulla differenziata, con documenti alla mano, abbiamo approvato progetto in consiglio quando era assessore Salvatore Garofalo e si prevedeva il porta a porta che è l’unico modo per iniziare. L’amministrazione chiese all’Ato di rivedere il bando prevedendo una raccolta al 25% senza il porta a porta. Quindi il sindaco è il primo responsabile di questi numeri. Con chi dovremmo prendercela? Perché non ha vigilato sul rispetto delle cifre? Perché non si è partiti con una campagna di informazione preventiva? Ha avuto 9 anni da sindaco per la differenziata! Dice che la responsabilità sta nei governi regionali – dove ovviamente ci sono anche delle colpe perché  l’Ato è stato un carrozzone amministrativo – ma allora dovrebbe spiegare le percentuali superiori della vicina Comiso o di Ragusa”.

- Voi avevate proposto in consiglio una mozione sull’Imu agricola e avete denunciato la fuga del Pd dall’aula ma il sindaco ha dichiarato che non si combatte questa tassa con una “mozioncina”…

“Il Pd ha dimostrato tutta la sua incoerenza. Il Pd nazionale ha approvato l’Imu agricola e quello di Vittoria ha correttamente fatto un manifesto contro questa tassa ma non sono seguiti i fatti. Noi abbiamo chiesto di passare dalle parole ai fatti presentando una mozione molto semplice. L’Imu ha un’aliquota che va nelle casse del Comune, se il Pd è contrario realmente a questa tassa con la nostra mozione avremmo eliminato la quota per il comune di Vittoria, quindi gli agricoltori avrebbero pagato di fatto la metà di Imu. Questo era l’unico aiuto concreto che si poteva dare e il Pd è fuggito dall’aula con grande incoerenza. Ma il sindaco già può fare questo da solo anche con una delibera di giunta senza la mozione. O si è con i fatti contro l’Imu agricola altrimenti si fanno solo parole”.

- Il suo gruppo consiliare ha denunciato il “caso Dezio”. Quali a vostro vedere le criticità dell’amministrazione?

“A Vittoria c’è un sistema e un cerchio magico di soggetti che girano intorno al sindaco. Spesso la cosa pubblica è gestita in maniera famigliare e privatistica: il caso Dezio vale per tutti. Ad esempio la gestione dei servizi sociali dove milioni di euro vengono affidati a un raggruppamento di cooperative che vincono i bandi con ribassi d ‘asta dello 0,50 o dell 1% e che sono amministrate da familiari di assessori ed esperti del Comune. Questa è una follia. Su questo non si dice nulla e non c’è vergogna dell’amministrazione, anzi c’è stata una promozione: l’esperto Cannizzo è stato nominato assessore. Cosa ancora più grave è che il sindaco ha firmato la Carta di Pisa che è diventata carta straccia. Anche l’assessore Gurrieri ha gravissime responsabilità: tutto questo è successo sotto i suoi occhi e lui è stato in giunta e non ha denunciato questi fatti. Noi abbiamo presentato tutto alla procura della Repubblica che verificherà se ci sono estremi di reato e denunciamo che c’è una questione morale in città”.

 

 

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Andrea Sessa



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