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Viadotto Himera: FI si mobilita per il 7 luglio. Gibiino: “Danni per 1,5 milioni al giorno”

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3 lug 2015 - 13:32

CATANIA – Sono passati tre mesi dal crollo del viadotto Himera e da quando, nei fatti, la Sicilia è stata divisa in due tra Palermo e Catania e ancora tutto tace con buona pace dei pendolari, dei commercianti, degli autotrasportatori e dei turisti.

Così Forza Italia – di concerto con l’Ugl, le associazioni degli autotrasportatori e con il sostegno dell’Ncd – ha organizzato una giornata di mobilitazione proprio sul luogo del “fattaccio” il prossimo 7 luglio.

Durante la conferenza stampa di presentazione delle modalità di protesta – a cui hanno preso parte, tra gli altri, i deputati Marco Falcone, Alfio Papale e Nino D’Asero, Giuseppe Musumeci dell’Ugl, Pippo Richichi e Giovanni Rinzivillo, segretario regionale Fai Conftrasporto – il senatore Enzo Gibiino ha quantificato i danni che il crollo del viadotto ha causato.

“L’interruzione dei collegamenti - ha spiegato il senatore azzurro – costa 1,5 milioni di euro al giorno. Le stime dicono, inoltre, che andando avanti così ci vorranno 7 anni per ripristinare il ponte e ciò significa una paralisi totale della Sicilia”.

Per questo motivo Forza Italia manifesterà per chiedere interventi celeri. “Da aprile in poi – ha detto il capogruppo all’Ars Marco Falcone - il cronoprogramma non è stato rispettato e ad oggi c’è solo il progetto per la bretella che deve essere ancora approvato e non prima della fine di agosto si termineranno le procedure”.

“Noi manifesteremo - ha aggiunto Falcone – con tante categorie di trasportatori e i sindacati per dire che viviamo una situazione vergognosa e la Sicilia attualmente è la Cenerentola d’Italia. Bisogna demolire e ricostruire il ponte per ricollegare la parte orientale con quella occidentale”.

Pippo Richichi, esponente degli autotrasportatori, spiega che la “Sicilia è al collasso non solo per il viadotto crollato ma anche per altre vie come la Siracusa – Catania con due gallerie totalmente al buio o ampi tratti con una sola corsia”.

“Giorno 7 – aggiunge Richichi – daremo una scossa al governo ma non possiamo attendere oltre e lavorare in queste condizioni. La strada alternativa proposta dai grillini è una bella idea ma ha il 27% di pendenza e potrebbe essere pericolosa specialmente in inverno”,

Giovanni Rinzivillo ha spiegato che i danni per i trasportatori ammontano a ogni corsa a “150 euro di gasolio” e che “la soluzione della bretella è soltanto un tampone”.

Il sostegno all’iniziativa è arrivato anche da Nino D’Asero che ha sollecitato anche “un intervento forte delle ferrovie dello Stato per migliorare i collegamenti sull’isola e dell’Anas per modernizzare la rete stradale”.

“Il crollo del viadotto - ha concluso – è un momento per fortificare un impegno della politica trasversale per ottenere dei risultati concreti. Il governo regionale deve sollecitare pronti interventi perché i tempi eccessivi sono sotto gli occhi di tutti”. 

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Andrea Sessa



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