L'opinione

Vertenza Almaviva, “Momento di stallo, latitanza del governo”

Alessandro Nania
Alessandro Nania
22 apr 2016 - 12:43

CATANIA - Dopo il fallimento del tavolo convocato al ministero lo scorso 20 aprile, le trattative fra sindacati dei lavoratori, governo e vertici Almaviva procederanno nelle prossime settimane. Intanto, i lavoratori de’azienda continuano a vivere con l’angoscia di dover lasciare la propria scrivania da un momento all’altro. Infatti, nel caso in cui dovesse realizzarsi la più negativa delle ipotesi, ovvero un mancato accordo tra le parti sarebbero circa 1700 i dipendenti siciliani a ritrovarsi per strada

A testimoniare il momento difficile, Alessandro Nania, impiegato Almaviva a Misterbianco (Catania) che ha esposto le sue preoccupazioni sulla vicenda.

Siamo in un momento di stallo. Abbiamo avuto diversi incontri con il governo che sembra intenzionato a voler risolvere la situazione, ma, ad oggi, siamo ad un nulla di fatto. Fino ad ora solo proposte per soluzioni tampone. Serve molto di più, è necessario che l’azienda scongiuri questa enorme mole di licenziamenti“. 

Nania appartiene ai dipendenti “fortunati”, ovvero quelli del fronte catanese, che non stanno vivendo il dramma imminente della possibile perdita del posto di lavoro, ma comunque tende a sottolineare la solidarietà nei confronti dei colleghi palermitani.

È vero, la sede catanese non soffre e probabilmente non subirà alcun taglio, ciò nonostante siamo tutti lavoratori Almaviva e non è assolutamente possibile fare distinzioni di questo tipo. Inoltre, nessuno può escludere che in futuro la crisi possa colpire anche noi, dunque bisogna restare uniti e combattere insieme per il bene dell’azienda e di tutti i suoi lavoratori“.

Nania spiega come tutto sia cominciato a causa di una latitanza del governo circa l’applicazione dell’articolo 24 bis che impedisce alle imprese la delocalizzazione per abbattere i costi.

La mancata sorveglianza sul rispetto di questa norma ha prodotto come conseguenza la crisi di Almaviva che non ha mai attuato politiche di delocalizzazione. A ciò si sono sommate le offerte sempre più al ribasso dei committenti, spesso con cifre ai limiti consentiti per legge che hanno ridotto sul lastrico l’azienda“. 

Il prossimo incontro sarà il prossimo martedì quando le sigle sindacali incontreranno nuovamente i vertici Almaviva per cercare un punto di incontro che l momento resta molto lontano. Alla finestra restano i tanti lavoratori che aspettano con ansia il verdetto del loro destino. 

Santi Liggieri



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