Polemica

Unioni civili, Crocetta: “L’utero in affitto è una pratica orrenda, niente stop alle adozioni”

Crocetta
8 feb 2016 - 12:27

SICILIA –  “No all’utero in affitto, ma niente stop alle adozioni”. Queste sono le dichiarazioni del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che difende il “ddl” Cirinnà sulla questione delle unioni civili e delle adozioni per le coppie omosessuali.

“Si tratta – continua – di offrire un quadro di diritti che prendono atto di un mutamento culturale e sociale profondo. Non e’ vero che questa legge favorisce la disgregazione sociale, umana e culturale. Oggi quelle coppie esistono e non hanno nessun dovere l’un l’altro, con la legge li assumono e per effetto di questi doveri ottengono anche dei diritti.

“La legge – aggiunge Crocetta -  incanala comportamenti che oggi sono liberalizzati. Chi grida al lupo al lupo o al disordine sociale non ha letto la legge. L’articolo 5 del ddl Cirinnà dà la possibilità di adottare il figlio biologico del partner. Gli oppositori urlano che questa proposta favorirebbe il ricorso all’utero in affitto, una pratica che reputo orrenda”.

“Ma coloro che si oppongono – sottolinea – dimenticano o omettono volutamente un particolare: la legge non dice nulla di nuovo e oggi alle coppie eterosessuali è consentita l’adozione del figlio del partner. Allora bisogna ammettere con onestà intellettuale che l’attuale legislazione non fa nulla per bloccare il ricorso a questa pratica”.

“Difficilmente – prosegue Crocetta - una donna che presta il suo utero lo fa spontaneamente, come atto di generosità. Più spesso lo fanno per soldi, sfruttate da persone molto ricche. Sono contrario perchè ritengo che non si rispetti il corpo di una donna, una donna che diventa solo strumento di procreazione”.

“Credo che si leda il diritto alla maternità relegandola a un ruolo di genitrice. Non mi sembra rispettoso della dignità della donna alla quale mancherà qualcosa per tutta la vita. Non si dica però – conclude Crocetta – che la legge Cirinnà apre all’utero in affitto, non è vero”.

Redazione NewSicilia



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