Elezioni

Tutti uniti a favore del pizzo. Musumeci ringrazia.

MUSUMECI 2 CANDIDATO_Conferenza Ars
1 set 2017 - 17:51

PALERMO - E alla fine i conti tornano. La quadratura del cerchio è stata raggiunta. Per una volta, e in maniera compatta, le forze politiche di una precisa geografia partitica hanno deciso: tutti uniti a favore del pizzo.

Detta così, non c’è che dire, suona minacciosa. Ma chi è esperto di fisionomia comprende subito. Il “pizzo” in questione non è quello che tanto ha screditato negli anni la nostra regione ma quello di un uomo che, invece, nella nostra isola non solo non ha mai dato adito a dubbi o chiacchiericci negativi ma, anzi, ha dimostrato di saperci fare.

pizzo musumeci

Nello Musumeci, come recita lo slogan coniato per i suoi manifesti elettorali, è “l’unico pizzo che piace ai siciliani“. Ma, da stamattina, è anche l’unico pizzo che è riuscito a mettere insieme la coalizione di centro-destra per poter concorrere, con un solo candidato, alla poltrona di presidente della Regione Siciliana nelle elezioni amministrative del 5 novembre prossimo.

Lo hanno capito anche nella lontana Arcore che i consensi verso il politico di Militello erano crescenti. E alla fine l’ex Cavaliere ha detto sì. Anzi, lo ha fatto dire al suo fido scudiero in Sicilia, Gianfranco Micciché per evitare… “malintesi”.

L’area di centro-destra, dunque, si compatta. E all’annuncio, nella sala stampa dell’Ars, stamattina, non hanno voluto mancare i big nazionali e locali dei partiti della coalizione.

Un annuncio annunciato. Niente di nuovo. Forse nemmeno molte facce c’erano “di nuovo”. Ma il cocchiere, stavolta, è diverso.

Nello Musumeci è uno dei pochi politici siciliani che non ha mai avuto un avviso di garanzia; è il presidente della Commissione regionale Antimafia e non un “parolaio” dell’antimafia; è un uomo dal carattere forte e decisionale che ha saputo dare dignità e ruolo ad un ente che sembrava inutile come la Provincia regionale di Catania dove fu eletto a presidente nel 1994. Una carica riconfermata nel 1998. E già questo la dice lunga sul suo operato. Un modo di agire che gli ha permesso la rielezione, nelle consultazioni appunto del 1998, al primo turno e con oltre 310.000 voti. Facile adagiarsi sugli allori. Ma non è stato così. Musumeci ha dimostrato di sapere amministrare a tal punto da far crescere sempre più i consensi verso questo presidente che un sondaggio del 2002 indica come il più amato d’Italia.

Perché, allora, con queste caratteristiche e un pedigree del genere si è tentennato tanto prima di mettere in pista un cavallo di razza di questa portata? La politica, si sa, non sempre è lineare e, spesso, i giochi di potere, quelli che si fanno nelle stanze dei bottoni, sono – apparentemente – incomprensibili, oscuri, talvolta torbidi.

Ma anche su questo Musumeci sembra essere in grado di rassicurare l’elettorato siciliano. Non è mai sceso a compromessi, ha sempre tirato dritto per la sua strada. Anche sacrificando le sue ambizioni e i suoi progetti rivolti, sempre e comunque, ai siciliani, ha dimostrato che non abbassa la testa.

Ma stavolta dovrà dar conto ai partiti che hanno deciso di appoggiarlo, dirà qualcuno. Non bisogna esserne tanto certi. Anzi, personalmente lo escludo. E forse, lo escludono anche in quelle stanze di potere in cui si fanno, spesso, i giochi incomprensibili, oscuri, talvolta torbidi. Tanto che Musumeci è stato messo in pista solo dopo parecchie resistenze: proprio per il timore che l’uomo col pizzo è meno gestibile e controllabile di altri dai burattinai.

Alla fine, però, i conti dovevano per forza quadrare se non si voleva avere la certezza di un’altra sconfitta dettata da beghe interne e da divisioni. In un momento in cui l’antipolitica è sempre più il primo partito e i pentastellati seguono a ruota, con un fardello di inesperienza anche se di pulizia e buona volontà, una convergenza verso la politica “esperta” e “pulita” sembra essere l’ultima ancora di salvezza.

Ed è il pensiero di gran parte di siciliani che hanno manifestato apertamente, da subito, il consenso verso Nello Musumeci. Ecco perché l’uomo col pizzo non ha motivo di scendere a compromessi coi partiti. Perché, stando ai sentori e alle previsioni, saranno i siciliani ad appoggiarlo. Non i partiti. O, quanto meno, non solo quelli. Ed è da quelli che Musumeci potrà smarcarsi col consenso degli elettori liberi e apartitici. Di quegli stessi che una figura come Musumeci può riavvicinare alla politica e alla speranza.

Al di là, al momento, non sembra vedersi nient’altro. Staremo a vedere cosa succederà il 5 novembre. Pronti a valutare di che parere saranno gli elettori siciliani ma, soprattutto, anche pronti a ricrederci nel caso in cui il tempo, se lo ritrovasse presidente, avesse annacquato i valori dell’uomo col pizzo.

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Sergio Regalbuto



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