Voltagabbana

Tutti alla corte del “Re Saro” per non perdere la poltrona

Palazzo dei Normanni
Palazzo dei Normanni - Sede dell'Ars
16 set 2015 - 18:41

PALERMO - Di trasmigrazioni oceaniche in politica se ne sono viste tante.

Dai tempi del berlusconismo rampante – quando gli ex di tutti gli schieramenti tra radicali, missini, socialisti e comunisti trovarono spazio nelle file di Forza Italia – si è passati a un renzismo rottamatore che però, specie in alcune regioni, ingloba pezzi del centrodestra o di vecchia politica abile nell’arte del cosiddetto “annacamento” alla cerca della migliore, e più sicura, posizione possibile.

Così dopo esser passati da un governo regionale, quello a trazione autonomista con Raffaele Lombardo, che è passato dall’avere un sostegno prima del centrodestra e poi del centrosinistra (ribaltando sostanzialmente l’esito del voto), adesso si sta consumando un vero e proprio esodo in soccorso del “vincitore” ossia del Partito Democratico che assomiglia sempre più alla Forza Italia pigliatutto dei tempi belli.

Ben 43 deputati su 90 hanno deciso di cambiare gruppo dal 2012 ad oggi. Tutti folgorati sulla via di Damasco?

Forse Salvatore Lo Giudice e Paolo Ruggirello – campioni di preferenze nella Sicilia occidentale – eletti nella Lista Musumeci hanno capito di essere “fuori posto” con il leader della destra e hanno subito virato.

Il primo già a novembre del 2012 ha cambiato gruppo andando con Territorio di Nello Dipasquale, altro campione di giravolte adesso nel Pd dopo un passato da sindaco di Ragusa di centrodestra, e adesso è un “democratico per le riforme”.

Mentre Ruggirello è finito addirittura nel Pd dopo un passaggio in Articolo 4. Gli scossoni che ha ricevuto negli ultimi mesi l’Ars – con le presunte intercettazioni tra Crocetta e Tutino divulgate dall’Espresso – hanno spinto i deputati, che dal prossimo giro non saranno più 90 ma 70, a cercare altri lidi per svernare e preparare la prossima, complicatissima, campagna elettorale.

E così Ncd – il Nuovo CentroDestra del ministro Alfano – è dato ormai come stampella del governo Crocetta. Pur non dicendolo esplicitamente è ormai cosa fatta e quella che una volta era un’opposizione di centrodestra diverrà un appoggio – sempre in nome delle sacre riforme, ci mancherebbe – per puntellare la giunta regionale.

Fratelli d’Italia ha chiesto, provocatoriamente, al leader di Ncd di cambiare il nome del partito e togliere la d di destra diffidandolo formalmente.

In effetti al governo nazionale e a quello siciliano gli Alfano Boys appoggiano esecutivi di sinistra che di destra hanno ben poco. A breve, con il rinnovo della presidenza delle commissioni, alcuni deputati di Ncd potrebbero entrare in modo soft nell’alveo della maggioranza e pare escluso, almeno per adesso, un assessorato regionale.

Per il presidente Crocetta è tanto di guadagnato nonostante i mugugni iniziali: “L’apertura del Ncd è un significativo passo in avanti. Passare dall’opposizione alla collaborazione per le riforme è importante”.

Passaggi piuttosto strani di attaccamento alla poltrona ma che, per alcuni, nascondono interessi di sorta.

Il do ut des l’ha palesato, proprio durante una seduta dell’Assemblea, il deputato Sorbello: “Io sono forse uno dei pochi che non ha avuto niente… Molti di quelli che hanno cambiato casacca in questo parlamento hanno avuto nomine a iosa di parenti, di amici e amici degli amici”.

Dichiarazioni finite al vaglio della procura su segnalazione del Movimento Cinque Stelle.

Durissimo il commento dell’opposizione. Per l’ex vicepresidente Ars Salvo Poglieseil cancro del ribaltonismo continua a persistere all’interno dell’Ars, ed anzi, sembra diffondersi anche in quei deputati che fino all’altro ieri gridavano all’inciucio, e si stracciavano le vesti, innanzi al precedente governo regionale eletto con i voti del centrodestra e che poi ha abbracciato il centrosinistra. Ma la coerenza è ormai un optional ed è evidente che l’amore per poltrone e strapuntini è più forte di ogni dignità.”.

Intanto tra sedute d’aula deserte e cambi di casacca la Sicilia dei Gattopardi, lentamente, affonda.

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Andrea Sessa



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