Intercettazione

Tutino: “La Borsellino va fatta fuori come il padre” e Crocetta rimase zitto: lo scandalo antimafioso

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16 lug 2015 - 11:23

PALERMO – Lo scoop dell’Espresso fa tremare il governo regionale. Un’intercettazione dello scandalo per un presidente che si è sempre autoproclamato un alfiere della legalità e dell’antimafia.

Il governatore Crocetta si è autosospeso e sarà Baldo Gucciardi, neo assessore alla Sanità, a reggere le sue funzioni.

Il medico personale del governatore Matteo Tutino, in una chiamata intercettata, dice a Crocetta: “La Borsellino va fatta fuori come il padre» Lucia Borsellino «va fermata, fatta fuori. Come suo padre”.

La rivelazione dei giornalisti Messina e Zoppi arriva proprio alla vigilia della commemorazione dell’uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta, il prossimo 19 luglio. Una commemorazione a cui non parteciperanno i figli del giudice.

Tutino è stato arrestato a fine giugno con le accuse di falso, abuso d’ufficio, truffa e peculato: le operazioni private eseguite dal chirurgo sarebbero state rimborsate dal servizio sanitario regionale.

Lucia Borsellino si è dimessa per questo ennesimo scandalo e la giunta di Crocetta ha perso quell’imprinting legalitario che l’aveva contraddistinta agli inizi.

Ma a perdere è l’intera Sicilia. Come può un presidente della Regione, paladino dell’antimafia, restare in silenzio dinanzi a quella frase ributtante?

Crocetta – alle agenzie – ha detto di non aver sentito la frase incriminata: “Non ho sentito la frase su Lucia, forse c’era zona d’ombra, non so spiegarlo; tant’è che io al telefono non replico. Ora mi sento male”.

“Non posso che sentirmi intimamente offesa e provare un senso di vergogna per loro”. Così Lucia Borsellino commenta all’Ansa la frase shock pronunciata, e intercettata, dal medico Matteo Tutino mentre parla al telefono con il governatore della Sicilia Rosario Crocetta.

LE REAZIONI

Il deputato Fabrizio Ferrandelli del Pd: “Io non ci sto e non ci sto ancor di più oggi, dopo aver letto parole vergognose nei confronti di Lucia Borsellino, alla quale va la mia vera e convinta solidarietà. Anzi, io vado oltre: se Crocetta e il Pd ancora una volta faranno finta di non capire, valuterò insieme ai tanti coraggiosi che stanno chiamando da tutta la Sicilia il da farsi senza tentennamenti: perché i coraggiosi non svendono la loro dignità per 6 mila euro al mese”.

Francesco Cascio, Ncd: “Credo che tutte le forze politiche presenti all’Assemblea Regionale Siciliana, trasversalmente, oggi dovrebbero avere un sussulto di buon senso e responsabilità per capire che non è più possibile lasciare la Regione in mano a un Presidente come Crocetta, poiché ormai non è solo più una questione di governo fallimentare, cosa che già sarebbe sufficiente, ma è una questione di dignità di tutti e di difesa dell’immagine della Sicilia, oltre che di rispetto di tutti noi verso i siciliani”. 

Ignazio Corrao, eurodeputato M5S: “Crocetta ed il Pd liberino la Sicilia. Sembra un film già visto. Gli esponenti del PD, alla stregua di mercenari che minacciano sfiducia sui giornali salvo poi ritrattare non appena ottengono posti di sottogoverno, vedi la nomina di Gucciardi alla sanità ed il conseguente slittamento di Cracolici a capogruppo del Pd all’Ars”.

Marco Falcone, capogruppo Fi all’Ars: “Rimaniamo allibiti di fronte all’efferatezza e al violento cinismo emersi dalle parole pronunciate dal dottor Tutino nei confronti dell’allora assessore alla salute Lucia Borsellino, conversando al telefono col presidente Crocetta. Se, però, le parole di Tutino rispecchiano probabilmente la sua personalità – ha incalzato Falcone – da questa vicenda emerge, con un fragore devastante, il gravissimo comportamento di Crocetta che rimane impassibile dinanzi a tanta malvagità’”.

“Non aver contrastato l’incredibile spietatezza delle parole di Tutino - ha concluso Falcone – consegna, non solo più ai siciliani, ma agli italiani tutti, l’immagine di un presidente con la p minuscola che, oltre ad essere incapace sotto un profilo amministrativo, oggi, sotto un profilo morale, dimostra, soprattutto, di essere indegno”.

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Andrea Sessa



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