La replica

“Turbato, amareggiato e deluso. C’è chi per decenni ha distrutto la politica”. Parla Garozzo, il sindaco di Siracusa

Garozzo-Giancarlo
21 ott 2015 - 09:37

SIRACUSA - “Se i fatti gravissimi, riguardanti alcuni consiglieri comunali dovessero risultare veri, non posso che condannarli duramente, ma sono un garantista e attendo fiducioso l’operato della magistratura. C’è tuttavia una questione politica. L’attacco che la nostra amministrazione sta subendo va molto al di là di fatti riguardanti singoli consiglieri. Con una strategia molto precisa si è cercato di delegittimare la giunta sul piano personale e della legalità. Un attacco abietto e miserevole condotto dallo stesso sistema di potere che questa giunta ha scardinato”.

Lo dice il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo (Pd), dopo le diverse inchieste che stanno investendo l’amministrazione comunale e gli attacchi politici.

Il primo cittadino conferma di volere “andare avanti con più determinazione”, ma si dice “turbato, amareggiato, ferito, frustrato, arrabbiato, deluso. Non per le indagini della procura che avvengono a garanzia nostra e dei cittadini, ma per coloro che per decenni hanno impunemente distrutto la politica e la collettività e magari si fregano le mani perché nessuno ha mai indagato. Sono certo che queste indagini non sono a senso unico, ma sono anche certo che mai si era vista questa spasmodica attenzione alle dichiarazioni di un singolo consigliere”.

E ancora: “Chi oggi lamenta l’assenza della legalità nell’attività dell’amministrazione dovrebbe guardare indietro nel tempo. C’è stato un sistema di gestione della cosa pubblica che ha affidato servizi milionari senza alcuna gara, nel silenzio colpevole di gran parte della città. I servizi inefficienti, il disavanzo di amministrazione di circa 23 milioni di euro, decine di milioni di ero di debito fuori bilancio, i ponti e le scuole che crollano e le discariche abusive sono ciò che ha ereditato questa amministrazione”.

La magistratura “ha il dovere di indagare e ben vengano tutti i controlli che quasi giornalmente riceviamo. Tuttavia essere al centro di un’indagine della magistratura, non significa essere colpevoli”.

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Redazione NewSicilia



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