Riflessione

Trump, la Merkel e l’autodeterminazione (che manca) dei siciliani

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2 giu 2017 - 16:47

PALERMO - “U rissi e u fici!”. Donald Trump conferma ciò che aveva garantito in campagna elettorale; e non come un politico di razza che, una volta eletto, solitamente, non mantiene nulla di quanto promesso. Il presidente degli States, dopo la recente passerella con la sua Melania alla corte del re d’Arabia, a Gerusalemme, a Roma, al Vaticano, a Bruxelles e per chiudere nella Perla dello Ionio e poi a Sigonella, ha mandato mezzo mondo a quel paese, per dirla in forma canonica, dichiarando: gli Stati Uniti si ritirano dall’accordo di Parigi sul clima, ovvero il controllo e la riduzione dei gas serra nell’intero pianeta non valgono una beata mazza per gli americani e la garanzia di contenere, entro i due gradi, il riscaldamento globale non interessa affatto; sono cose che verranno riproposte in un altro momento e a determinate condizioni.

Il presidente Trump, in campagna elettorale aveva garantito la piena attività delle miniere di carbone americane, per cui non poteva lasciarsi cadere in una “mala cumparsuna!”, ma di rimando l’avrebbe fatta fare a Obama che aveva firmato l’accordo di Parigi, nonostante le raccomandazioni di Papa Francesco sul rispetto della natura, con il dono della sua enciclica “Laudato si”.

Ma non perdiamoci d’animo, Angela Merkel aveva già criticato l’inaffidabilità “trumpiana” e di conseguenza reagisce, chiedendo ai Paesi dell’Unione che l’Europa deve rendersi capace di agire autonomamente senza necessità alcuna di dipendenza di aiuti d’oltre oceano e portare avanti il progetto “Green Climate Fund” per scongiurare il pericolosissimo surriscaldamento globale, gravissima minaccia ambientale senza confini, a cui anche la Cina ha manifestato serio interesse e proficua collaborazione con l’Europa.

L’appello della cancelliera tedesca fa capire che gli Stati europei, compresa la Gran Bretagna, debbono necessariamente darsi una nuova autodeterminazione nella continua metamorfosi della geopolitica mondiale e non continuare a fare affidamenti sugli Stati Uniti. Ma se delle parole della Merkel, i siciliani ne facessero tesoro e pensassero seriamente a costruire una propria autodeterminazione? Di sicuro farebbero bene prima a loro stessi. E sarebbe tutta un’altra storia!

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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