Referendum

Trivelle: ambiente, economia e politica. Ecco le ragioni del “sì”

Giulia Grillo
Giulia Grillo, deputata Movimento 5 Stelle
15 apr 2016 - 06:20

CATANIA - Il referendum è alle porte e la lotta tra il “SÌ” e il “NO” si fa sempre più incandescente.

Domenica 17 i cittadini saranno chiamati ad esprimere il proprio parere sulle trivelle: c’è chi vede degli aspetti positivi nella proroga delle concessioni fino all’esaurimento dei giacimenti, c’è chi, invece, pensa sia solo nocivo e poco produttivo per l’ambiente e l’economia nazionale. 

Le ragioni per cui votare “NO” e accettare il prolungamento delle concessioni sono diverse, sia perché si pensa possa esserci un ritorno economico, sia perché si potrebbero offrire delle opportunità di lavoro.

Sarà vero? Difficile avere delle certezze. Ma le ragioni per cui votare “SÌ” quali sono? A spiegarle è la rappresentante del Movimento 5 Stelle di Catania Giulia Grillo, che individua 3 punti essenziali: “Partirei da lontano e dagli accordi europei del Cop21 di Parigi. Alla conferenza è stato deciso di rinunciare a sfruttare i giacimenti fino al loro esaurimento perché ci si è prefissati l’obiettivo di mantenere la temperatura non più alta di 2° rispetto ai livelli preindustriali. Se non, addirittura, di contenerla entro l’1,5° in più”.

La seconda considerazione, invece, è di carattere nazionale: “Il nostro Paese è in ritardo su molti aspetti dal punto di vista energetico. E sarebbe bene applicarsi sulle energie rinnovabili. Tanto per fare un esempio, l’Olanda ha deciso che entro il 2025 non dovranno esserci più auto diesel. I cittadini, quindi, sono chiamati ad una decisione importante. Saranno loro a scegliere che Paese vogliono”.

Infine, ovviamente, non può mancare l’aspetto ambientale, esposto sinteticamente ma in modo efficace: “Dati alla mano - spiega la Grillo - molte piattaforme hanno già superato il picco produttivo, il che significa che dal punto di vista energetico bisogna vedere quanto possano rendere. Inoltre, come fatto notare dalle associazioni ambientaliste, il problema non è legato alle trivelle in sé, ma a ciò che sta attorno a loro. Per esempio, alcune rocce su cui si lavora contengono metalli pesanti. In circa i 60-70% dei casi si è riscontrato un tasso di inquinamento importante, a differenza di quanto viene dichiarato dai detrattori. Tutto questo per ottenere solo il 4% di vantaggio. Quanto ne viene al paese?”.

Ancora due giorni e si saprà il verdetto finale.

Andrea Lo Giudice



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