Mobilità

Trasporto pubblico locale, Fast e Faisa: “Politica miope e assente, ma c’è ancora tempo”

Giovanni Lo Schiavo, segretario Fast Confsal
31 mag 2016 - 13:04

CATANIA - Non solo crisi Amt, ma, in modo più esteso, di tutto il servizio dei trasporti in Sicilia. E, volendo trovare un capro espiatorio, “si potrebbe puntare il dito contro la mancanza di un piano di efficientamento e razionalizzazione dei servizi”.

Parola della Faisa Cisal e della Fast Confsal, che, attraverso i loro rappresentanti, Romualdo Moschella e Giovanni Lo Schiavo, hanno fatto presente numerosi problemi: “In questa legislatura - spiegano - il governo regionale ha mancato l’appuntamento con la riforma del sistema del Trasporto Pubblico Locale, così come previsto nel decreto del 19 novembre 1997, n. 422. Inoltre, il disegno di legge della riforma del settore è ancora in corso di esame pressa la IV Commissione dell’Assemblea legislativa siciliana”.

La riforma prevedeva la modernizzazione del settore, avendo come punti chiave il recupero della programmazione territoriale, il decentramento delle funzioni alle Regioni e la liberalizzazione del settore attraverso l’affidamento dei servizi attraverso concorsi. Tuttavia, i risultati non ci sono stati: “Non è stato fatto nulla di tutto questo – proseguono i sindacalisti – Mentre si è proceduto al taglio dei finanziamenti creando non pochi problemi ai pendolari, alla sana competizione tra operatori pubblici e privati come Sais e Ast e, non ultima, alla partecipata del comune di Catania, l’Amt”.

Il doppio taglio chilometrico ai danni dell’Azienda Metropolitana Trasporti di Catania, infatti, ha provocato conseguenze disastrose all’interno dell’azienda: “La società è entrata sempre più in crisi, con i conseguenti disservizi al trasporto pubblico e il malessere ai suoi dipendenti. Ad oggi, come spiegato dal presidente dell’Amt Lungaro, la società vanta 24 milioni di crediti”.

Cosa potrà cambiare dunque? “Crediamo ancora che l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Giovanni Pistorio, possa porre rimedio a questa situazione dotando la Sicilia di una riforma del TPL entro la fine del suo mandato. E, nello specifico, che possa far pervenire all’Amt i soldi che le spettano”.

Andrea Lo Giudice



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