Elezioni

Trapani, superare il quorum è un’impresa: Savona critica, Fazio risponde. Rientra D’Alì?

Trapani
18 giu 2017 - 09:34

TRAPANI - La politica trapanese è nel caos più totale, visti gli ultimi sorprendenti avvenimenti: Trapani deve ancora eleggere il suo nuovo sindaco, lo farà domenica prossima, ma la scelta sarà unilaterale.

Come ormai noto, il candidato sindaco Girolamo Fazio è decaduto dal ballottaggio del prossimo 25 giugno vista la critica operazione in cui è invischiato, “Mare Monstrum”, lasciando dunque il candidato del Partito Democratico, Piero Savona, l’unico pretendente alla poltrona da primo cittadino.

Sebbene, apparentemente, una strada senza rivali venga considerata più semplice di quel che sembra, in realtà è praticamente l’opposto: Fazio rinuncia alla presentazione della lista degli assessori e Savona, adesso, si ritroverà a scalare una montagna troppo alta. Per far sì che diventi sindaco, servirà superare il quorum del 50%: una vera e propria impresa, considerando che nelle ultime amministrative la quota dei cittadini votanti al ballottaggio non andò oltre il 39%.

È per questa ragione che Savona ha pubblicato un chiaro esposto dove chiede di essere eletto come sindaco “a tavolino”, perché superare il 50% di quorum sembra davvero improbabile. Se questa soluzione non fosse adottabile, il candidato del PD vorrebbe comunque procedere al ballottaggio ma con il candidato sindaco arrivato terzo in lista per numero di voti, ovvero il senatore Antonio D’Alì. Con la sua ipotetica presenza, il quorum non sarebbe più un problema.

Le critiche di Savona e le polemiche scaturite in generale, però, non sono piaciute a Girolamo Fazio, che dal canto suo non vede ragione per cui indignarsi. L’ormai ex candidato sindaco non voleva accontentare nessuno presentando unafalsa” lista di assessori, scandendo in qualcosa di fittizio e “nell’atto più politico per eccellenza”. Secondo Fazio, inoltre, la sua decadenza non implica la non-elezione di Savona visto che la legge prevede la possibilità che uno dei candidati non partecipi al ballottaggio.

Chiare le sue parole: Trapani non può essere governata da Girolamo Fazio, in quanto “serve una figura autorevole, legittimata e non condizionata”. Il deputato regionale non vuole essere “complice” di tutto questo, nemmeno di un favoreggiamento per il subentro di D’Alì al ballottaggio: “in quella circostanza, mi sarebbe stato detto che ero d’accordo con lui, che non era vero che avevamo litigato e anzi che avremmo voluto impadronirci della città e quant’altro”.

Il futuro politico a Trapani è sempre più incerto: capita, a volte, che quella poltrona tanto ambita resti come la Ballerina di Siviglia, tutti la vogliono ma nessuno se la piglia.

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Redazione NewSicilia



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