Mediterraneo

Tragedia dell’immigrazione, le reazioni della politica. Orlando: “UE come Pilato”

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19 apr 2015 - 12:12

PALERMO - La tragedia del Mediterraneo appena consumata ha scatenato un vespaio di reazioni e di polemiche da parte della politica nazionale ed europea.

Il premier Matteo Renzi si è chiesto “come si a rimanere insensibili di fronte a una tragedia del genere” ed è rientrato subito a Roma per fare il punto della situazione e nel pomeriggio potrebbe tenere una conferenza stampa.

Il leader del Carroccio Matteo Salvini ha attaccato il governo: “Altri morti sulle coscienze sporche di Renzi, Alfano e dei falsi buonisti”.  Il leghista chiede un “blocco navale internazionale subito, davanti alle coste libiche, e guardia costiera e marina militare a soccorrere e a difendere i nostri confini”.

Sul caso è intervenuto anche il premier maltese Joseph Muscat nel riferire della tragedia che si è consumata in “acque libiche” e che, se confermata, sarebbe a suo giudizio la più grave di sempre nel mediterraneo. “Una tragedia si sta consumando nel Mediterraneo e se l’Ue e il mondo continueranno a chiudere gli occhi, saranno giudicati nel modo più duro così come furono giudicati coloro che in passato chiusero gli occhi davanti ai genocidi”, ha detto Muscat secondo quanto riporta il Times of Malta. 

“Stanno letteralmente tentando di trovare persone vive tra i cadaveri che galleggiano sull’acqua”, ha detto il premier maltese.

Durissimo il senatore di Area Popolare Maurizio Sacconi: “Ora basta! Una tragedia epocale come quella della fuga di moltitudini dalle persecuzioni e dalle privazioni non può essere gestita in Italia e in Europa con piccoli opportunismi politici”.

Per il sindaco di Palermo Leoluca l’Europa “la deve smettere di comportarsi come Ponzio Pilato e di lavarsi le mani di fronte a queste stragi degli innocenti”.

“Bisogna cambiare immediatamente le regole dell’accoglienza dei migranti che favoriscono i mercanti di morte e persone senza scrupoli - commenta Orlando - e bisogna abolire il permesso di soggiorno che è diventato uno strumento di tortura, creando un corridoio umanitario affinché questi disperati abbiamo una possibilità di sopravvivere. E’ finito il tempo dello scaricabarile: l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità. Non può lasciare quest’emergenza solo sulle spalle della Sicilia e dei siciliani”.

 

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Redazione NewSicilia



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