Servizi sociali

Tagli all’assistenza domiciliare. Anastasi: “Decisione che stride con altre scelte”

anastasi
19 feb 2015 - 13:21

CATANIA - Già nella penultima seduta del consiglio comunale il consigliere Sebastiano Anastasi – del gruppo di Grande Catania e vicepresidente della commissione servizi sociali – aveva chiesto chiarimenti in merito al previsto taglio che riguarda l’assistenza domiciliare per gli anziani e portatori di handicap.

In una nota – dell’undici febbraio – il Comune ha comunicato la riduzione del servizio da 32 ore mensili a 28.

 

“Si tratta di un taglio - spiega Anastasi – che colpisce le fasce più disagiate della popolazione catanese. Una riduzione, anche di quattro ore, è devastante per queste persone che sono spesso da sole e non hanno alcun altro appiglio”.

Il consigliere ha anche aspramente criticato una delibera di giunta tesa a incrementare – tramite il prelevamento di 50mila dal fondo di riserva per le emergenze – un capitolo di bilancio per istituire nelle sei municipalità degli sportelli per assistere le famiglie sovraindebitate.

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“E’ una iniziativa senza dubbio lodevole - continua Anastasi – ma che stride con i tagli che vengono fatti nei servizi sociali. Mi attiverò attraverso un’attività ispettiva per chiarire l’utilizzo del denaro preso dal fondo di riserva”.

Per il consigliere di Grande Catania è importante attivare misure contro l’indebitamento e l’usura ma sia augura di non “vedere associazioni vicine a un determinato mondo politico e sindaco operare in questi sportelli altrimenti una situazione che già stride potrebbe essere adombrata da forti sospetti”.

L’assessore ai servizi sociali Angelo Villari spiega che quella di Anastasi è una “denuncia tardiva” perché “già dall’anno scorso c’è stata una riduzione delle risorse”.

 “Si è dovuto rimodulare – spiega l’assessore – e quindi contrarre il monte ore. Speriamo di aumentare le risorse nel bilancio preventivo del 2015 e di ripristinare le ore per garantire il lavoro delle cooperative che lavorano in questo campo”.

“Ci muoveremo - conclude Villari – ma dobbiamo comprendere che i i bisogni sono aumentati e le risorse sono minori”.

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Andrea Sessa



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3 pensieri su “Tagli all’assistenza domiciliare. Anastasi: “Decisione che stride con altre scelte”

  1. Angela Rendo

    Vorrei ricordare che una sentenza del Tar Piemonte a cui si sono rivolte sia le famiglie che le persone con disabilità, ha esplicitato in maniera chiara che, LE PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE DOMICILIARI FORNITE DA BADANTI E VOLONTARIAMENTE DA FAMILIARI DELLE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI SONO LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) – SI TRATTA DI DIRITTI CHE NON POSSONO ESSERE NEGATI, NEMMENO COL PRETESTO DELLE RISTRETTEZZE DI BILANCIO O DEL RISANAMENTO DEL DEBITO SANITARIO ! ( sentenze 154 e 157/2015 ) Tar Piemonte!! inoltre se pur vero la poca disponibilità dei fondi, ci chiediamo che fine hanno fatto i fondi 328? i fondi FNA? ed infine i fondi per i progetti sulla vita indipendente, che non mi risulta che il Comune di Catania ne abbia mai fatta richiesta, ad eccezione di altri comuni siculi, a cui a breve dovrebbe essere attivata la programmazione. Infine è compito dei Comuni, attivare manovre consone per GARANTIRE i servizi essenziali alle persone con disabilità, anteponendo ad altre esigenze territoriali, il diritto di poter avere un’assistenza adeguata alle proprie limitazioni e difficoltà per poter vivere una vita dignitosa come tutti. Mi permetto con l’occasione di citare la Convenzione Onu, sui diritti delle persone con disabilità, del 13/12/2006, ratificata con L. n. 18/09, in tema di tutela amministrativa per le persone disabili. E’ compito di ogni amministrazione dare precedenza e supporto a chi non per scelta è affetto da una grave disabilità.

    Angela Rendo
    Referente Regione Sicilia
    Coordinamento Nazionale
    Famiglie disabili
    Gravi e gravissimi

    1. adriana tomaselli

      Epocale sentenza per i disabilidi Federica Mastroforti – 17.04.2013

      Il Tar di Catanzaro ha sancito definitivamente il diritto del cittadino disabile a vedere redatto dal proprio Comune “il progetto globale di vita personalizzato”. Un grande traguardo secondo il Presidente di ANFASS Onlus (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) Roberto Speziale. Con la sentenza in questione, infatti, il Tar ha affermato la volontà del legislatore di istituire un “modello di presa in carico globale e personalizzata” della persona con disabilità che va oltre le singole prestazioni erogate e il semplice “smistamento” del disabile in strutture non adatte a loro.Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, Sentenza N°440 – 2013

  2. adriana tomaselli

    trasporto gratis ai centri diurni sentenza

    http://www.superabile.it/web/it/REGIONI/Lombardia/Zoom/info-125218021.html

    TRASPORTO GRATIS AI CENTRI DIURNI PER I DISABILI: LA
    VITTORIA DI LEDHA

    L’associazione
    ha sostenuto un gruppo di genitori della provincia di Como che ha vinto un
    ricorso al Tar di Milano. L’Azienda sociale della zona chiedeva 150 euro
    forfait per il trasporto dei minori. Laura Abet (Ledha): “È una sentenza
    che dà forza a chi vuole fare ricorso”

    MILANO – Per le persone con disabilità andare ai centri diurni e
    a scuola è diritto. Non si possono sborsare 150 euro al mese per esercitarlo:
    il trasporto deve essere gratuito. È quanto ha stabilito una sentenza del Tar
    di Milano depositata il 18 luglio. Il caso è stato aperto nell’autunno 2012 da
    15 genitori (di cui solo tre hanno portato il ricorso fino in fondo) di ragazzi
    disabili dai 6 ai 15 anni residenti nella provincia di Como. Questi i fatti:
    l’Azienda sociale centro Lario e Valli, ente pubblico che si occupa dei servizi
    alla persona nel distretto della provincia comasca, chiede per il trasporto a
    tutti i genitori, indistintamente, una quota mensile di 150 euro al mese. Così
    è scritto nel regolamento. Del fatto comincia ad occuparsi Laura Abet, legale
    di Ledha, e insieme a lei anche l’avvocato Franco Trebeschi, che nel 2011 aveva
    ottenuto un’importante vittoria su un tema analogo facendo ricorso al Tar di
    Brescia. Oltre alla gratuità del trasporto, la sentenza del Tribunale
    amministrativo sottolinea altri due aspetti. Il primo è proprio l’assurdo di
    una tariffa unica che non tiene conto della situazione economica dei singoli portatori
    di disabilità e non dei loro nuclei familiari:

    “La previsione di una tariffa indistinta e il riferimento
    all’intero nucleo familiare anagrafico era illegittima”, spiega Laura
    Abet. Il secondo invece riguarda il coinvolgimento delle famiglie e della
    associazioni nella stesura del regolamento dell’Azienda sociale. “È una
    sentenza importante dal punto di vista della giurisprudenza – commenta Abet -.
    Riuscirà a far avere meno paura ai genitori che vogliono fare ricorso contro i
    Comuni e gli assistenti sociali”. Quel che non funziona, precisa Abet, è
    l’idea del voucher: un assegno che copre solo una quota delle esigenze di una
    famiglia con un minore disabile. “Per quello che va oltre l’assegno – dice
    -, va avanti solo chi ha le possibilità economiche”.

    (30 luglio 2013)

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