Dichiarazioni

Stancanelli rompe il silenzio e risponde alle accuse: “La macchina va fatta funzionare, non esibita”

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1 giu 2016 - 13:20

CATANIA - I toni sono pacati, le parole misurate. Raffaele Stancanelli, ex sindaco del comune di Catania – dopo 3 anni di “distacco” – rientra a Palazzo degli Elefanti ma, questa volta, per esprimere le proprie osservazioni sulle critiche mosse nei suoi confronti dall’attuale amministrazione.

Il nodo della questione risiede nella condizione di “criticità” economica in cui versa il Comune di Catania, evidenziato dalla Corte dei Conti che ha sottolineato “il notevole incremento del disavanzo di amministrazione che da € 140.106.096,00 al 31 dicembre 2011 risulta aumentato, al 31 dicembre 2014, ad € 169.706.813,80” e “un’esposizione debitoria al 31 dicembre 2015, in notevole aumento rispetto a quella rappresentata al momento dell’approvazione del piano di riequilibrio finanziario”.

Alle osservazioni del magistrato, il sindaco Enzo Bianco e l’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando, avrebbero risposto con un bel “lancio” della patata bollente nelle mani dell’ex sindaco del capoluogo etneo, Raffaele Stancanelli e della sua amministrazione.

La risposta è giunta puntuale proprio da Palazzo degli Elefanti dove, questa mattina, Stancanelli ha incontrato i giornalisti per replicare alle accuse.

Il tema della discussione è certamente quello del Piano di riequilibrio finanziario del 2013 e dei debiti fuori bilancio, che secondo l’attuale amministrazione sarebbero stati “sottovalutati dall’amministrazione precedente”. 

Secondo l’ex sindaco le contestazioni della Corte dei Conti nell’udienza di ieri “non sono inerenti al mutuo, ma all’inadempimento nei confronti del piano di riequilibrio fatto da noi e che il sindaco Bianco ha fatto poi proprio”. Lo poteva cambiare, ma invece lo ha approvato dicendo che era contento”. A quel punto, avverte Stancanelli “il piano di Catania era stato approvato e l’amministrazione Bianco ha ricevuto 71 milioni senza interessi. La macchina va fatta camminare, non va solo esibita”.

Al dibattito hanno preso parte anche il consigliere Manlio Messina e l’ex assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi, quest’ultimo con un intervento “tecnico” che ha mostrato diverse carenze nell’impianto accusatorio dell’attuale amministrazione che vanno dalla incompletezza dei dati alla mancata collocazione nel tempo di voci e aggregati contestati.

Il piano di riequilibrio da noi varato – ha osservato Bonaccorsi – è stato approvato dopo un enorme lavoro, la città era in difficoltà. Un mese dopo l’insediamento dell’amministrazione Bianco, nel luglio 2013, il documento è stato verificato dal direttore scientifico dell’Ifel e dall’esperto al bilancio dell’assessorato della regione Sicilia. Il 9 agosto 2013 è poi stata approvata una norma che consentiva alle nuove amministrazioni, come quella di Enzo Bianco, di rimodulare entro 60 giorni il piano di riequilibrio, ma nessuno si è mosso, evidentemente – chiarisce – perché i tecnici dell’Ifel avevano correttamente valutato quel documento sul quale la giunta Bianco non ha effettuato alcuna modifica, pur potendolo fare. Non hanno usufruito di una facoltà che la legge gli ha dato perché evidentemente il piano gli andava bene, E ora quel piano è un problema nostro?“.

Marco Bua



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