Emergenza rifiuti

Spazzatura in strada in Sicilia: è caos. Per Bellolampo bisognerà attendere

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16 lug 2016 - 09:03

SICILIA - Una sola parola: caos. L’emergenza rifiuti ha davvero raggiunto il limite di sopportazione e ha fatto scatenare l’ira dei sindaci siciliani. 

Inutili le proroghe e le concessioni date dal presidente della Regione, Rosario Crocetta: le dimensioni di molte discariche, infatti, non permettono di smaltire la quantità di rifiuti prodotti.

Per esempio, a Messina il governatore ha autorizzato alcuni comuni a conferire nella discarica di Motta Sant’Anastasia. Ma, come hanno fatto notare i rappresentanti di diverse amministrazioni comunali, la quantità concessa è inferiore a quella prodotta. Così, in molte circostanze, la spazzatura rimane in strada.

Nell’agrigentino, a Porto Empedocle, il primo cittadino ha chiesto agli abitanti di tenere i sacchetti in casa fino a quando il servizio non riprenderà a funzionare correttamente.

A Catania, ad Acireale, invece, la concessione è stata ridotta: saranno 75 le tonnellate giornaliere da poter smaltire, a fronte di 85.

Stesso discorso a Siracusa, dove le tonnellate consentite sono scese da circa 190 a 170, nonostante in questo periodo se ne producano circa 200.

Il comune di Carini (Palermo), invece, avrebbe dovuto portare la spazzatura a Castellana Sicula, ma ben 400 tonnellate accumulate nel tempo non sono state “accettate”. Il tutto in attesa che si sblocchi la situazione a Bellolampo.

Nella discarica, infatti, proseguono i lavori per l’installazione di un impianto mobile di bio-stabilizzazione, che dovrebbe arginare momentaneamente il problema. Ma l’intero sistema di smaltimento non sarà pronto prima di mercoledì. Fino ad allora, nel palermitano bisognerà stringere i denti e approfittare della “gentilezza” Bellolampo, che ha accettato di ricevere 200 tonnellate in più al giorno di rifiuti.

Redazione NewSicilia



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