Bufera

Soldi in fumo, dove sono i risultati? Riscossione Sicilia, inizia la guerra. Fiumefreddo grida “vergogna”, Vinciullo replica: “Ricatto e poca chiarezza”

Soldi in fumo, dove sono i risultati? Riscossione Sicilia, inizia la guerra. Fiumefreddo grida “vergogna”, Vinciullo replica: “Ricatto e poca chiarezza”
9 mar 2017 - 12:14

PALERMO - “Che qua abbia conosciuto solo persone per bene non glielo lascio dire”: è con questa frase dell’onorevole Antonio Fiumefreddo che si scaldano gli animi all’Ars e si dà vita a uno scontro dialettico infinito.

Un dibattito che ha visto coinvolto proprio Fiumefreddo, presidente di Riscossione Sicilia e protagonista nel fare scattare un’inchiesta della procura di Catania nei confronti di presunti dipendenti infedeli, e il presidente della commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana, Vincenzo Vinciullo.

Il discorso di Fiumefreddo, che ha tirato in ballo vicende giudiziarie, non è piaciuto a Vinciullo, che lo ha interrotto. Poco prima, infatti, il rappresentante di Riscossione Sicilia si era indisposto per un episodio simile.

Così i toni sono diventati sempre più accesi e, alla fine, il presidente di commissione ha deciso di sciogliere la seduta invitando Fiumefreddo ad uscire. Una “sentenza” che non è andata giù e che è proseguita pure fuori dalla riunione: “Vergogna”, ha ripetutamente urlato Fiumefreddo.

Così, quindi, ha deciso di replicare Vinciullo: “Sulle dichiarazioni rilasciate dall’Amministratore Delegato di Riscossione Sicilia, chiunque può verificare della violenza verbale e del linciaggio mediatico utilizzati, e soprattutto da chi, tant’è vero che, più volte, sono stato costretto a sospendere i lavori della Commissione e a richiamare a tenere un comportamento consono al luogo e rispondente al regolamento e alla buona educazione”.

Inoltre, la decisione di sospendere la seduta è stata presa anche perché non si è giunti mai al nocciolo della questione, ovvero avere illustrato quanto fatto dall’ente: “Alla fine, ho dovuto chiudere i lavori, anche perché la Commissione aveva convocato l’Amministratore Delegato per conoscere i risultati conseguiti e per procedere, quindi, a deliberare un ulteriore contributo triennale di oltre 130 milioni di euro, quasi 10 volte il contributo concesso alle nove ex Province siciliane”.

Un incontro iniziato già tra le scintille per la presenza di 4 persone che hanno fatto compagnia a Fiumefreddo, tra cui anche un indagato: “La seduta, del resto, era iniziata sotto i più cattivi auspici, con un ricatto bello e buono: ‘o salgono con me 4 persone non invitate dalla Commissione, oppure vado via’. E fra questi, dispiace ricordare, uno è stato recentemente indagato dalla procura di Catania, con evidente mancanza di rispetto nei confronti di quest’ultima e della Commissione. Ottenuta, per non prestare il fianco a polemiche, l’autorizzazione dalla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana a fare intervenire anche chi non invitato, cosa che, in genere, non succede mai, dopo aver parlato per quasi un’ora, senza citare alcun dato documentato che serviva alla Commissione”.

Urla, voci e tesi poco gradite all’interno della commissione, in cui vige un regolamento ben preciso che va rispettato. Cosa fatta notare più volte dal presidente a Fiumefreddo, ma senza che le cose cambiassero. Anzi, i toni si sono accesi sempre di più. Tanto che il numero uno di Riscossione Sicilia ha “tirato in ballo” anche un deputato con cui ha aperto un contenzioso e non presente in quel momento.

Infine, indisposto per quanto accaduto, Vinciullo chiosa pesantemente: “Ricordo, inoltre, che, pur essendo stato inserito nell’elenco dei morosi, è risultato, invece, che non solo non ero moroso, ma che vanto, da anni, un credito da parte di Riscossione Sicilia”.

La prossima settimana verranno consegnati i documenti alla procura di Palermo, che deciderà come procedere.

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Redazione NewSicilia



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