Protesta

Siracusa, duramente contestato il presidente Crocetta

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12 mar 2016 - 16:52

SIRACUSA - A Siracusa è andata in scena ieri un’altra mano del gioco delle tre carte che si sta tenendo sulla riforma delle Province in Sicilia, a spese di dipendenti e utenti. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, arrivato nella città aretusea per inaugurare il nuovo reparto di Medicina nucleare e la strumentazione per la Radioterapia ha trovato la contestazione dei dipendenti della ex Provincia e delle associazioni dei genitori degli alunni disabili. I primi non percepiscono stipendi; gli altri da una settimana hanno visto sospeso il servizio Asacom per i loro figli disabili. Crocetta ha spiegato loro che la soluzione è nella sua legge, ma qualcuno non vuole farla arrivare all’Ars per la discussione.

Un politico non avrebbe mai sospeso il servizio Asacom”, ha detto riferito al commissario straordinario del Libero consorzio, Antonino Lutri, che lunedì, con le casse dell’ente a secco, è stato costretto a lasciare senza assistenza all’autonomia e alla comunicazione gli alunni disabili delle scuole superiori siracusane. E ancora: “La soluzione è nella mia legge che porrebbe fine alla SIRACUSA – stagione commissariale: non arriva all’Assemblea perché il presidente dell’Ars la blocca”. Servivano 360 mila euro per finire l’anno scolastico. Ma niente. Tutto spiegato dal commissario Lutri come uno degli aspetti del predissesto finanziario dell’ente.

Il governo regionale ha depositato una leggeha spiegato Crocetta rivolto ai contestatorie abbiamo anche aperto una trattativa con il governo nazionale, il quale ha tagliato 150 milioni di trasferimenti. Va dunque affrontata la legge sulle Province. Il presidente dell’Ars deve immeditatamente mandarla in aula, non bloccarla. Attualmente – ha proseguito Crocetta – le Province siciliane sono paralizzate perché ci sono i sindaci metropolitani che pensano che non debbano essere eletti ma debbano andare automaticamente ai vertici dei nuovi enti. Su questa cosa si blocca una legge. Se non si fa, da Roma non arriva un centesimo”.

Ribaditi, insomma, tutti i contenziosi politici risaputi, e che si stanno riversando sui cittadini, ci ha pensato l’assessore regionale Bruno Marziano (siracusano) a essere più chiaro: “La legge non arriva all’Ars perché il presidente dell’Assemblea pensa sia giusto applicare la legge Delrio”.

Davanti ai genitori degli alunni disabili Crocetta s’è poi lasciato scappare una via di mezzo tra una promessa e un imperativo: “Nella finanziaria ci sono le somme che servono: nelle prossime settimane i commissari riattivino immediatamente i servizi”. Il coordinamento delle associazioni di Volontariato e utenti disabili (Coprodis) ha, comunque, confermato la partecipazione alla manifestazione di martedì a Palermo insieme con i dipendenti dei Liberi consorzi: “Siamo tutti consapevoliha detto una dipendente della ex Provincia, Gabriella Emmanueledi essere finiti in mezzo a un braccio di ferro tra due uomini, il presidente del Consiglio Renzi e il nostro governatore Crocetta. A pagarne le spese oltre ai nostri stipendi sono i servizi, che in questo momento sono sospesi: manutenzione scuole, servizi agli studenti disabili, manutenzione strade”.

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Martedì saranno tutti a Palermo davanti all’Ars per sollecitare i deputati a completare la riforma degli enti d’area vasta.

Massimiliano Torneo

Redazione NewSicilia



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